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mercoledì 9 luglio 2014

Sintesi delle attività svolte nella prima parte del 2014

Come ogni estate, l’attività del Circolo si ferma per una breve pausa e riprenderà a settembre con la Festa Democratica.
Grazie a tutte le persone che hanno partecipato ai vari incontri o hanno dato una mano per la loro realizzazione. 
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato attivamente alla campagna elettorale e che hanno dato un contributo alla vita del circolo e alla riflessione politica che abbiamo cercato di offrire in questi mesi. 

lunedì 9 giugno 2014

Il PD conquista la lombardia

La Lombardia ha cambiato verso: al Partito Democratico sono andati alcuni importanti capoluoghi e quasi tutti i piccoli Comuni!

Il centrosinistra vince le sfide più attese dei ballottaggi in Lombardia, quelle dei capoluoghi, e conquista 7 Comuni su 9 nel Milanese e 4 su 5 nella provincia di Monza e della Brianza. Giorgio Gori, lo sfidante del centrosinistra, è il nuovo sindaco di Bergamo: ha battuto Franco Tentorio, del centrodestra, con il 55,5% dei voti (oltre 26mila preferenze). A Pavia, Massimo Depaoli del centrosinistra ha battuto con il 53% dei voti il sindaco uscente di centrodestra Alessandro Cattaneo, che pure partiva con 10 punti di vantaggio. A Cremona, Gianluca Galimberti del centrosinistra ha battuto con il 56,3% il sindaco uscente Oreste Perri. A Cesano Boscone si conferma il centrosinistra, con Simone Negri al 69% dei voti contro il candidato del centrodestra Fabio Raimondo.
A Cusano Milanino netta sconfitta del sindaco uscente Sergio Ghisellini del centrodestra, battuto da Lorenzo Gaiani del centrosinistra con il 63% del voti. A Peschiera Borromeo Luca Zambon del centrosinistra supera con il 65% dei voti il sindaco uscente Antonio Falletta del centrodestra con il 35%. A Novate Milanese il sindaco uscente Lorenzo Guzzeloni (centrosinistra) si conferma con il 65,8% su Maurizio Piovani del centrodestra. A Melzo il candidato del centrosinistra Antonio Bruschi ha battuto per una manciata di voti il sindaco uscente Vittorio Perego, sostenuto da una lista civica. A Rozzano, Comune già amministrato dal centrosinistra, la candidata del centrosinistra Barbara Agogliati ha battuto il candidato del centrodestra Giovanni Ferretti con oltre il 60% dei voti. A Trezzano sul Naviglio il candidato del centrosinistra Fabio Bottero batte con il 71,5% Giuseppe Russomanno. Il centrodestra ha invece espugnato Pioltello, con Cristina Carrer che ha superato con il 55% dei voti Saimon Gaiotto, del centrosinistra, che si è fermato al 45%. E a Paderno Dugnano si conferma con il 55,1% il sindaco uscente Marco Alparone del centrodestra, contro la sfidante Antonella Caniato.
Monza e Brianza - Nei Comuni della provincia di Monza e della Brianza, quattro vanno al centrosinistra e uno al centrodestra. A Bovisio Masciago Giuliano Soldà del centrosinistra ha vinto con il 56,4% contro Raffaella Damonte del centrodestra. A Muggiò, Maria Fiorito del centrosinistra ha battuto con il 53,2% dei voti il sindaco uscente Pietro Zanantoni del centrodestra. A Giussano, il sindaco uscente Matteo Riva del centrosinistra batte con il 55,8% dei voti l’avversario Ettore Trezzi. A Concorezzo, invece, vince il centrodestra: si conferma il sindaco uscente Riccardo Borgonovo con il 55,9% dei voti, su Massimo Canclini. A Besana Brianza Sergio Cazzaniga del centrosinistra batte Alcide Riva del centrodestra con il 56,5% dei voti.
L’affluenza in crollo: alle 23, alla chiusura delle urne, aveva votato il 51,20% degli aventi diritto, contro il 70,73% del primo turno. Nei Comuni del Milanese, l’affluenza media è stata del 45,95%, contro il 70,09% del primo turno. L’affluenza più bassa a Rozzano, con il 40,53% (contro il 67,60% del primo turno). La più alta a Paderno Dugnano, con il 51,07% (era 70,93%). A Cesano Boscone ha votato il 40,57% degli elettori, contro il 69,13% del primo turno (quasi 30%in meno). In Brianza, l’affluenza è stata del 47,03%, contro il 70,44% del primo turno.



Il risultato dei ballottaggi è chiaro. Il Pd di Matteo Renzi e il centrosinistra, rispetto al passato, avanzano. E aumentano i centri amministrati: da 112 "comuni superiori" si è passati a 141, e da 16 capoluoghi ora il centrosinistra ne governa 19 (il centrodestra ne perde invece 46, +2 per il M5S). Complessivamente, fra primo e secondo turno, il Pd batte il centrodestra 160 a 37.
Ma c'è anche un'amara sorpresa per il Pd, che forse è il simbolo spartiacque di una nuova era politica. Da Livorno, storica roccaforte della sinistra, arriva un risultato clamoroso: il candidato del M5S Filippo Nogarin, appoggiato anche dalla sinistra radicale, ha vinto, superando Marco Ruggeri del centrosinistra: 53 a 47%. Nogarin, festeggiando la vittoria, ha parlato di "colpo al cuore del Partito Democratico".
Esito che aprirà sicuramente un grande dibattito a sinistra, come dimostra il tweet del segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero (vedi sotto). I grillini conquistano anche Civitavecchia, dove il candidato pentastellato Antonio Cozzolino ha vinto con il 65%.
Pure a Perugia, Potenza e Padova, il centrosinistra esce, a sorpresa, sconfitto. Andrea Romizi del centrodestra ha conquistato il capoluogo umbro con il 58%, sconfiggendo Wladimiro Boccali del Pd, che si ferma al 42%. Un altro risultato clamoroso, visto che Perugia è uno storico fortino della sinistra.
A Padova, invece, ha vinto Massimo Bitonci, candidato della Lega Nord e sostenuto dal centrodestra tutto, grazie al 53 per cento dei voti, contro il 47 di Ivo Rossi, vice dell'ex sindaco democratico e bersaniano Flavio Zanonato, che aveva governato la città per dieci anni e che aveva lasciato il suo posto proprio a Rossi dopo esser diventato ministro nel governo Letta.
E da Potenza arriva un altro risultato clamoroso. Ha vinto infatti Dario De Luca (Fratelli d'Italia e altre liste di centrodestra) con oltre il 58%, nonostante al primo turno il suo avversario, Luigi Petrone (centrosinistra), avesse sfiorato la vittoria con il 47,8 per cento dei voti. In quella circostanza, De Luca aveva ottenuto solo il 16,7 per cento, ma sufficiente per ribaltare il risultato al ballottaggio.
Per il resto, il Pd non ha certo sfigurato. Anzi, ha guadagnato comuni rispetto all'ultima tornata e in alcune aree storicamente di centrodestra, come Pavia, è riuscito a vincere, specchio di un momento spartiacque della sua storia politica. Tra le vittorie democratiche spunta sicuramente quella di Bari dove ha trionfato Antonio Decaro con il 65,4 per cento ("Un risultato straordinario", ha commentato il nuovo sindaco), davanti al candidato del centrodestra Mimmo Di Paola (34,6%). Il Pd però perde Foggia, per un pelo, con Franco Nardella (Forza Italia e centrodestra) che ottiene il 50,3%, davanti ad Augusto Marasco.
Altre vittorie, importanti, del centrosinistra ci sono state a Modena con Gian Carlo Muzzarelli e il 63% dei voti davanti a Marco Bortolotti del M5S che si è fermato al 36,3%, e soprattutto a Bergamo, con il renziano Giorgio Gori che la spunta con il 53,5%, mentre l'avversario Franco Tentorio (centrodestra) è arrivato al 46,5%. "Tutta la coalizione ha saputo interpretare nel modo giusto il desiderio di cambiamento di una città che storicamente non è mai stata orientata a sinistra", ha dichiarato Gori a caldo.
Ma al centrodestra il Pd ha strappato anche altre città, conquistando tra l'altro tutti i principali centri piemontesi: Biella (dove ha vinto Marco Cavicchioli con il 59%, davanti a Dino Gentile), Verbania (Silvia Marchionni al 77% contro Mirella Cristina in una sfida tutta femminile), Vercelli (con Maura Forte al 67% davanti a Enrico Demaria), e, in Lombardia, Cremona (Gianluca Galiberti l'ha spuntata con il 56% su Oreste Perri), ma soprattutto Pavia, dove Carlo Cattaneo, sindaco uscente di centrodestra e considerato uno dei più giovani e più amati amministratori d'Italia, ha perso sorprendentemente la sfida contro il democratico Massimo Depaoli, che ha ottenuto il 53%.
I democratici la spuntano anche a Pescara, anche questa strappata al centrodestra, con Marco Alessandrini davanti con il 66,3% al sindaco uscente Luigi Mascia (Forza Italia e altri, 33,7%), a Terni, dove Leopoldo Di Girolamo ha sconfitto Paolo Crescimbeni del centrodestra con il 59,5% e, più nota simbolica, Porcia (Pordenone), sede Electrolux, dove ha vinto Giuseppe Gaiarin contro Marco Sartini (59 a 41).
Da segnalare anche la vittoria di Renato Franco Natale, che torna a guidare il comune di Casal di Principe (Caserta) dopo la breve esperienza nel 1993. Da anni impegnato contro la criminalità organizzata, ha ottenuto il 68% delle preferenze. Il neo sindaco è componente di Libera, l'associazione impegnata nel recupero dei beni confiscati alle mafie.
L'affluenza, intanto, è crollata: il dato definitivo dell'affluenza ai ballottaggi per le elezioni comunali è del 49,49% contro il 70,61% del primo turno.

Fonte: Repubblica



“Dopo il risultato straordinario ottenuto dal centrosinistra nei Comuni lombardi e la sconfitta storica subita dal centrodestra, sarà il caso che il Presidente Maroni, anziché continuare a dispensare consigli al Governo nazionale, rifletta sul giudizio negativo da parte degli elettori che coinvolge anche il suo governo regionale”. Questo il commento di Franco Mirabelli, senatore del Partito Democratico e iscritto del nostro Circolo, all’esito dei ballottaggi in Lombardia.
“Ormai solo due capoluoghi di provincia in Lombardia sono rimasti al centrodestra e hanno perso in tutti i piccoli Comuni, con rarissime eccezioni. - prosegue Mirabelli - Evidentemente Maroni non ha saputo rispondere ai bisogni dei cittadini lombardi e degli stessi ceti produttivi della nostra Regione. Casa, sanità, taglio delle spese inutili restano questioni urgenti. L’immobilismo della Regione e del centrodestra è evidentemente stato punito dagli elettori”.

giovedì 29 maggio 2014

Analisi del voto

Mercoledì sera gli iscritti del Partito Democratico milanese si sono ritrovati in Assemblea per commentare insieme lo straordinario risultato elettorale ottenuto alle elezioni europee. 
La serata è stata aperta dall'analisi del voto a cura di tre professori universitari.

Paolo Segatti ha ricordato che di solito alle Europee si registra un forte astensionismo e a questa tornata sono mancati 7 milioni di elettori rispetto alle elezioni politiche del 2013. Inoltre, ha segnalato Segatti, di solito alle Europee vengono puniti i partiti al governo, qui non è successo. 
Secondo i dati, il PD va bene nelle zone più modernizzate del Paese (Nord-Est, Nord-Ovest hanno annullato le differenze), mentre al Sud è andata meno bene. Una tendenza abbastanza generalizzata anche questa perché, come ha precisato Segatti, in Francia, ad esempio, il 43% degli operai ha votato Le Pen.
Dai flussi dell’Istituto Cattaneo risulta che molti voti al PD derivano da Scelta Civica. Sono più modesti gli scambi che ci sono stati con il centrodestra, quindi il sistema resta bipolare.
Il dato alto di M5S dimostra, però, che la rabbia non è passata nel Paese e, probabilmente, ci accompagnerà ancora per molto. Il fenomeno può scemare ma occorre che le altre forze giochino bene la loro partita. 
Secondo Segatti, i veri partiti euroscettici sono stati Lega e Forza Italia. Gli elettori, in ogni caso, scelgono sempre delle proposte quando votano, in questo caso in Italia si è scelta la stabilità (un po’ come in Germania).

Un commento al voto in città lo ha fatto, invece, Luciano Fasano, il quale ha affermato che anche a Milano città gli elettori sono stati molto inferiori rispetto alle elezioni politiche del 2013. Il centrodestra ha preso 17.800 voti in meno ed è stato colpito maggiormente dall’astensionismo rispetto all’altro campo.
Il PD ha preso oltre 49.000 voti in più rispetto alle elezioni politiche del 2013 ed ha aumentato i consensi in zone in cui risiedono prevalentemente professionisti (zona 1, 3 e 4) che di solito si orientano a destra. 
M5S, invece, ha perso consensi su tutta Milano.

Mario Rodriguez ha fatto notare che c’è stata una campagna elettorale minore in termini di costi, manifesti e volantini perché la vera campagna elettorale l’hanno fatta i leader, i quali hanno un’importanza fondamentale e incarnano la proposta politica. E, come hanno dimostrato i risultati, il discorso politico del PD è stato fortemente capace di attrarre altri.

lunedì 26 maggio 2014

Un grande risultato per il PD


Alle elezioni europee il Partito Democratico, con il 40,8% dei consensi e 31 seggi aggiudicati, ha ottenuto un grandissimo risultato!
Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutati in questi campagna elettorale, mettendoci impegno e passione e dedicando il loro tempo a convincere i cittadini dell'importanza di votare PD. 

Nella circoscrizione Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta) il PD ha ottenuto il 40,6% e 9 seggi conquistati e assegnati a Alessia Mosca (181.809 preferenze), Sergio Cofferati (121.389 preferenze), Mercedes Bresso (101.025 preferenze), Patrizia Toia (87.251 preferenze), Antonio Panzeri (77.102 preferenze), Renata Briano (46.920 preferenze), Luigi Morgano (41.450 preferenze), Brando Benifei (39.615 preferenze), Daniele Viotti (28.084 preferenze); (siamo il primo partito della Regione Lombardia). Qui i risultati della circoscrizione»


A Milano il Partito Democratico è al 44,96%. Questo il commento del segretario regionale PD Alessandro Alfieri: E' un risultato "sorprendente" quello del Pd in Lombardia: la patria della Lega e di Forza Italia, la regione dove Silvio Berlusconi ha concentrato la gran parte della campagna elettorale e in cui vivono Maurizio Lupi e anche Gianroberto Casaleggio. Primo partito in tutte le province con la sola esclusione di Sondrio, dove la Lega è al primo posto. "Nessuno se lo immaginava" ha ammesso il segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri. Con il 40,3 per cento dei voti il Pd "è in media nazionale - ha detto - Ed è importante". Significa che "è passato il messaggio di Renzi di fiducia e sperenza. Quando aveva sfidato Bersani, diceva che voleva un Pd al 40 per cento: lo prendevano in giro, ma aveva ragione lui". A giudizio di Alfieri il risultato del voto vuol anche dire che "nonostante la Lega abbia tenuto, la maggioranza che sostiene Roberto Maroni si è ridimensionata perché non ha scardinato un sistema che va avanti da vent'anni" legato a Roberto Formigoni. Fiducia in Renzi, insomma, ma anche "un segnale nei confronti della maggioranza di centrodestra in regione, verso cui c'è delusione".
Qui l'intervista a Pietro Bussolati, segretario PD metropolitano milanese, pubblicata da Affaritaliani»
Qui l'analisi sulle Zona fatta dal Corriere della Sera»

Sul sito del Partito Democratico si possono leggere i primi commenti e la prima conferenza stampa avvenuti nella notte di domenica 25 maggio»

"Questo Paese è decisamente migliore di come ce lo raccontiamo". Così il premier e segretario del Pd Matteo Renzi nell'apertura della conferenza stampa a palazzo Chigi dopo le europee dove ha sottolineato come "gli italiani hanno dimostrato, con una partecipazione significativa, forse la più alta d'Europa, che c'è un'Italia profonda che non si rassegna". "Il primo segnale, prima ancora del risultato è che l'Italia c'è, è più forte delle paure che la attraversano ed è in grado di incidere con più forza in Europa. Io avverto questa responsabilità innanzitutto". 
"E' stata una campagna elettorale molto feroce, dico ai a chi sarà eletto di abbassare i toni e alzare le ambizioni. Il risultato di questa notte ci dice che il cambiamento che abbiamo promesso deve arrivare in tempi ancora più veloci".
"Grazie dal profondo del cuore a tutti italiani che hanno dimostrato con una partecipazione molto significativa, una delle più alte d'Europa, che questo Paese è decisamente migliore di come ce lo raccontiamo. L'Italia c'è. Confermo, non era un referendum sul governo, non lo considero un voto su di me. E' un voto di speranza straordinaria di un Paese che ha tutte le condizioni per cambiare e per invitare l'Europa a cambiare. In Europa da una parte le forze che vengono definite populiste in alcuni Paesi hanno ottenuto un risultato straordinario e in altri un risultato significativo. Dall'altra parte c'è un'idea di Europa che ha fallito. Nel mezzo il grande spazio per il cambiamento possibile: riportare l'Europa ad essere il luogo delle famiglie, delle imprese. Questo è il nostro sogno. Questo risultato ci spinge fortissimamente ad avere consapevolezza del nostro compito". 
"L'Italia c'è, è determinata e decisa. Questo risultato spinge tutti noi ad avere consapevolezza del nostro compito. Avvertiamo lo straordinario compito cui i cittadini ci hanno chiamato: togliere gli alibi, non c'è più spazio per rinviare le riforme". 
"Dopo il voto di ieri a Roma nei palazzi della politica nessuno ha più alibi, non si possono più rinviare le riforme: quella della Costituzione, della legge elettorale, del lavoro, del fisco, della giustizia. Il mio invito a tutte le forze che sono in Parlamento è di abbassare i toni e alzare le ambizioni. L'Italia deve puntare in alto, deve riscoprire il piacere di sentirsi importante ai fini del risultato. Per farlo deve innanzitutto cambiare lei. Il messaggio di questa notte ci dice che il cambiamento promesso deve arrivare in tempi ancora più veloci di quelli che abbiamo immaginato. Confermiamo che le regole si scrivono tutti insieme. Non si cacciano esponenti importanti" dal tavolo delle riforme e se gli uomini di buona volontà di 5 stelle portassero il loro contributo sarebbero ascoltati".
"Questo è il momento per investire in Italia. Gli investitori stranieri l'avevano capito subito, ma poi c'era stata una battuta d'arresto negli ultimi dieci giorni perché si temeva che l'Italia tornasse indietro, ma l'Italia non torna indietro: va avanti".
Testo e video della conferenza stampa di Matteo Renzi»


Grazie a tutti!

sabato 17 maggio 2014

Pomeriggio europeo



Grazie a tutti coloro che ci stanno aiutando in questa campagna elettorale, al gruppo dei volantinatori, agli incasellatori, a chi organizza gli aperitivi e grazie a tutti quelli che ci sono venuti a trovare in questi giorni anche per iscriversi al PD.
Oggi in Bicocca abbiamo discusso di Europa e della riforme messe in campo dal governo per cambiare l'Italia insieme al senatore Franco Mirabelli. Qui il video dell'intervento di Mirabelli>





martedì 13 maggio 2014

Aperitivo per il tesseramento e per l'Europa

Sabato 17 maggio alle ore 11:00 presso il nostro Circolo PD Prato-Bicocca in Via Moncalieri 5 a Milano vi aspettiamo per un aperitivo per l’Europa e il tesseramento.
Aspettiamo tutti coloro che desiderano iscriversi al PD per la prima volta o che vogliono rinnovare la propria iscrizione ma anche tutti quelli che hanno voglia di venirci a trovare, che cercano informazioni sulle elezioni europee o i materiali di presentazione dei candidati e che hanno domande da porci.

Domenica 18 maggio, al pomeriggio, invece, vi aspettiamo per un altro aperitivo dedicato all'Europa presso lo Spazio PD - Sala Bina in Viale Suzzani 273 Scala A (sottoscale del primo palazzo a destra entrando dal cancello)

domenica 11 maggio 2014

Prossimi volantinaggi per l'Europa

Proseguono i volantinaggi dei volontari del nostro circolo, se volete darci una mano ci trovate:
- giovedì 15 maggio dalle 10:00 alle 12:00 al mercato di Pratocentenaro in Via Val Maira e Via De Martino
- sabato 17 maggio dalle 17:15 alle 18:30 all'incrocio tra Viale Suzzani, Via Pianell e Via Val Maira
- domenica 18 maggio dalle 9:30 alle 11:30 all'incrocio tra Viale Suzzani, Via Pianell e Via Val Maira
- martedì 20 maggio dalle 10:00 alle 12:00 al mercato in Via San Miniato (angolo Viale Suzzani)
- giovedì 22 maggio dalle 10:00 alle 12:00 al mercato di Pratocentenaro in Via Val Maira e Via De Martino

Chi avesse voglia di darci una mano può raggiungerci o, in alternativa, può passare al nostro circolo a recuperare materiale utile da distribuire o incasellare.

giovedì 1 maggio 2014

venerdì 18 aprile 2014

Il 25 maggio ci sono le elezioni europee



Il 25 maggio si vota per le elezioni per il Parlamento Europeo. Il PD è entrato nel PSE e come presidente per la Commissione Europea indica il nome di Martin Schulz. 
Per votare si fa una croce sul simbolo del PD e si possono esprimere fino a 3 preferenze. 
Le preferenze si esprimono scrivendo il cognome o i cognomi dei candidati scelti nelle righe accanto al simbolo del partito a cui appartengono. Nel caso di due preferenze espresse, sono sempre valide: quindi va bene che siano due donne, oppure due uomini, oppure un uomo e una donna. Nel caso si desideri esprimere la terza preferenza, affinché questa sia considerata valida, deve essere necessariamente di genere diverso dalle prime due: quindi, si possono votare due donne e un uomo, oppure due uomini e una donna.   

I candidati milanesi del Partito Democratico al Parlamento Europeo sono:
-  ALESSIA MOSCA www.alessiamosca.it
- PATRIZIA TOIA www.patriziatoia.it 
- ANTONIO PANZERI www.antoniopanzeri.it



giovedì 17 aprile 2014

Una serata con Patrizia Toia a parlare di Europa

Proseguono i nostri incontri con i candidati al Parlamento Europeo e giovedì 17 aprile, insieme al Circolo Primo Maggio Isola Zara, è stata nostra ospite Patrizia Toia. Tanti gli argomenti affrontati nel corso della serata, stimolati anche da alcuni interventi degli iscritti al PD. 
"Il declino dell'Europa è iniziato quando è iniziata la crisi economica e tutte le conquiste fatte in anni passati e oggi date per scontate, in realtà, in seguito alla crisi, sono state messe in discussione", ha esordito la candidata al Parlamento Europeo, ricordando che fino a quando le cose andavano bene è stata sufficiente l'Unione monetaria e il pensiero dominante era che l'Unione politica sarebbe arrivata da sola come conseguenza, ma così non è stato. "Abbiamo fatto un progetto a metà - ha spiegato Toia - e adesso siamo arrivati al momento in cui l'Europa deve dire cosa vuole diventare da grande". Questo, secondo Patrizia Toia, è infatti il momento per avviare una riforma delle istituzioni europee e non spaventarsi di fronte all'idea di perdere la sovranità nazionale perché nei fatti è già andata perduta da tempo. 
Toia ha sottolineato la necessità del fatto che l'UE inizi ad occuparsi anche di crescita e non più solo di rigore e ha precisato come molti esponenti del centrodestra italiano vadano nelle tv a propagandare anch'essi questa tesi ma poi, quando si sono trovati all'interno del gruppo del PPE, al Parlamento Europeo, hanno lasciato prevalere logiche molto diverse e hanno votato compattamente le misure di austerità.
Tuttavia, secondo la candidata del PD, molte opportunità l'Europa le ha presentate anche in questi anni e l'Italia non sempre le ha colte: "i fondi europei, ad esempio - ha spiegato Toia - hanno cambiato completamente l'aspetto dei Paesi in cui sono stati utilizzati, come la Polonia. Da noi, anche in Lombardia, spesso non si sono presentate neanche le domande per accedervi". 
Sul fronte politico, infine, Toia ha raccontato delle difficoltà di ottenere risultati per la ricerca di una maggioranza che poi approvi i provvedimenti e, spesso, per arrivarci si finisce per apportare alle misure una serie di mediazioni che snaturano l'idea da cui erano scaturite e per cambiare l'Europa - obiettivo che si è posto il PD per questa tornata elettorale - è necessario un costante lavoro dei parlamentari all'interno delle commissioni e vedere anche come sarà la nuova composizione del Parlamento Europeo che uscirà dalle urne.