Cliccare sull'immagine per ingrandire e leggere
Visualizzazione post con etichetta zona nove. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta zona nove. Mostra tutti i post
martedì 30 settembre 2014
mercoledì 9 luglio 2014
L'esondazione del Seveso arriva in Senato
Questa mattina, il senatore Franco Mirabelli è intervenuto in Aula al Senato per esprimere solidarietà e vicinanza agli abitanti delle zone di Milano colpite dall’esondazione del Seveso dell’altra notte.
“Si tratta dell’ennesima esondazione che ha procurato danni consistenti alle cose e allagamenti. – ha affermato il senatore - Gli interventi della Protezione Civile e i provvedimenti adottati in questi anni, dopo l’esondazione avvenuta nel 2010, hanno limitato i danni che ha prodotto quest’ultima fuoriuscita del Seveso ma non i disagi per le persone. Credo che sia importante l’impegno che si è assunto il Comune di Milano, assicurando che saranno risarciti i commercianti e i cittadini che hanno subito significativi danni materiali”.
“Voglio, però, dire in quest’Aula – ha proseguito Mirabelli - che non è più possibile perdere tempo e che si sono ripetute troppo e troppo spesso queste esondazioni e non può un intero territorio come quello della città di Milano convivere con una situazione di questo genere con questo pericolo costante”.
“Da anni - ha ricordato Mirabelli - si è scelta una strada che è quella del raddoppio dello scolmatore del Seveso e della costruzione di una vasca di laminazione a Nord di Milano per impedire che in queste occasioni il Seveso esondi nella città. Ci sono i finanziamenti e ci sono le delibere, ci sono anche soldi messi a disposizione dal Comune e dalla Regione; non si capisce, quindi, perché tutto ciò non venga fatto”.
“Oggi serve che Regione Lombardia faccia al più presto questi interventi: dopo la giornata di ieri, questi ritardi risultano ancora più incomprensibili, così come sono ancora più incomprensibili le timidezze della Regione a realizzare gli impianti già decisi e a intraprendere tutte le iniziative necessarie per pulire il Seveso e rendere le vasche di laminazione meno impattanti sui territori su cui andranno costruite”, ha concluso Mirabelli.
Etichette:
esondazione,
franco mirabelli,
lombardia,
milano,
mirabelli,
parlamento,
regione,
senago,
senato,
seveso,
zona nove
mercoledì 30 aprile 2014
Viaggio nei quartieri popolari, dove l'Aler non c'è
Articolo del sen. Franco Mirabelli pubblicato da Affaritaliani, in cui racconta la visita nei quartieri di case popolari della nostra zona.
In questi giorni stiamo visitando i quartieri di edilizia residenziale pubblica della nostra zona. Serve ascoltare e capire come vanno le cose, se i tanti problemi di degrado e legati alla crisi si stiano aggravando o meno. Serve a verificare quanto il gravissimo stato di indebitamento di Aler stia condizionando il suo funzionamento e, soprattutto, si stia scaricando sulla vita dei quartieri e delle stesse famiglie che li abitano. Serve, infine, ad ascoltare le persone e a provare, in una realtà in cui al degrado si associano problemi reali di sicurezza, a dare un segno di presenza che faccia sentire meno soli, meno abbandonati i tanti, soprattutto anziani soli, che devono affrontare situazioni che dovrebbero essere semplici ma che, senza aiuto, diventano enormi.
La prima considerazione o, meglio, la sensazione dopo i primi incontri è quella di un sentimento di abbandono sempre più diffuso a cui corrisponde un’assenza inaccettabile da parte di Aler, una mancanza di punti di riferimento per gli inquilini. Si tollerano situazioni di illegalità senza intervenire se non sollecitati da Comune e forze dell'ordine, creando un clima di preoccupazione che spesso limita la possibilità per tanti di veder riconosciuto il proprio diritto alla tranquillità, al decoro, ad una convivenza civile e serena.
Tutto ciò in una situazione che si legge nel degrado degli stabili, nelle mancate manutenzioni, nell'incuria che parla di abbandono, che dà l'idea, a volte, di essere in luoghi extraterritoriali, dove non ci sono attenzioni e quindi possono non esserci regole. Zone franche, insomma, in cui tanti inquilini si organizzano e ci mettono la faccia, sfidano la prepotenza di pochi, per dare decoro al proprio condominio o al proprio quartiere, mentre invece chi istituzionalmente deve occuparsene risponde burocraticamente a bisogni reali, senza guardare alle persone e ai loro diritti. Poche cose semplici potrebbero cambiare la situazione: maggior rigore nel colpire l'illegalità, le prepotenze e maggiore disponibilità ad aiutare le persone che magari hanno diritto da anni a vedersi ridotto l'affitto, avendo perso il reddito e che invece continuano a pagarlo pur non potendoselo permettere. Basterebbero uffici Aler meno burocratici, più attenti alle persone, diretti da persone che devono rispondere di quello che fanno e, ancor di più, di quello che non fanno. Abbiamo visto, purtroppo non solo nella nostra zona, appartamenti con infiltrazioni che entrano negli impianti elettrici e che vengono ignorate da anni da Aler; mentre serve che paghi chi è responsabile della mancanza di questi interventi, che costringono alcuni da anni a non accendere la luce per paura.
C'è poi, ancora una volta, la realtà di un numero inaccettabile di appartamenti vuoti, che spesso, a causa di un sistema informatico mal utilizzato, neppure risultano. E' chiaro che di fronte ad una lista di attesa di oltre 25.000 famiglie la stessa idea che ci siano centinaia, forse migliaia di appartamenti del patrimonio pubblico inutilizzati fa vergognare. Abbiamo chiesto con il Comune di Milano, di fronte all’incapacità di Aler e Regione di intervenire, la possibilità di dare al Sindaco poteri straordinari per poter assegnare questi appartamenti assumendo iniziative straordinarie per metterli a norma. In questa direzione bisogna continuare a muoversi, tanto più che è in via di approvazione il decreto casa che stanzia 500 milioni per mettere a posto proprio gli appartamenti vuoti che hanno bisogno di piccoli interventi. Ci stiamo impegnando perché i tempi per avere la disponibilità di quei fondi sui territori siano rapidissimi e il mese prossimo renderemo conto del risultato e racconteremo meglio di una legge che contiene molte e positive novità per l'edilizia sociale, Aler e cooperazione. Intanto, i primi incontri nei quartieri popolari in Zona 9 continuano a segnalare l'inerzia colpevole di Regione Lombardia che sembra più preoccupata dei problemi contabili e di non investire un euro per mettere Aler in condizione di funzionare, piuttosto che dei problemi dei cittadini dei quartieri popolari.
sabato 8 febbraio 2014
Ecco la nuova passerella del Parco Nord
Lunga 70 metri, unirà le due ali ovest (Niguarda-Affori-Bruzzano-Cormano) ed est (Bresso-Bicocca-Cusano-Sesto San Giovanni-Cinisello).
Intervista di Lorenzo Meyer a Pierluigi Angiuoni consigliere dell’ente Parco Nord
La domenica mattina al Parco Nord è dedicata spesso dai podisti più in forma ad allenamenti sulle lunghe distanze, normalmente tra i 15 e i 30 chilometri. Queste sedute, chiamate nel gergo dei runners “lunghi”, sono fondamentali sia per chi sta preparando i 21 km della mezza maratona sia ai più coraggiosi che hanno come obiettivo il percorso completo di 42 km. Si tratta di allenamenti che possono durare anche tre ore e che oltre all’ impegno fisico presentano anche difficoltà di concentrazione. Infatti, specie per chi corre da solo, è noioso ripetere più volte sempre lo stesso percorso. Il Parco Nord è grande e va già incontro ai podisti ma… con la imminente realizzazione della nuova passerella che scavalcherà via Veneto-Ornato e via Aldo Moro sarà più invitante. Il parco per la sua planimetria, ricorda infatti una farfalla, simbolo di cambiamento e di naturalità, che dispiega le sue due ali nel cuore della metropoli milanese, imprigionata dalle case e dalle strade che la circondano. Con questo nuovo ponte le due ali ovest (Niguarda-Affori-Bruzzano-Cormano) ed est (Bresso-Bicocca-Cusano-Sesto San Giovanni-Cinisello) del Parco Nord verranno finalmente unite e sarà quindi possibile correre ma anche pedalare tranquillamente da Affori a Sesto San Giovanni o da Cusano a Niguarda senza uscire dal grande polmone verde. Per saperne di più, su questa nuova opera, abbiamo intervistato Pierluigi Angiuoni consigliere dell’ente Parco Nord.
Quali saranno i tempi di realizzazione dell’opera?
La posa della passerella, lunga 70 metri, è prevista per giugno mentre per l’utilizzo effettivo si pensa a dopo l’estate. Si tratta del quinto ponte ciclopedonale realizzato in 20 anni dall’ente parco. Oggi il Parco Nord è sostanzialmente spezzato in due, all’altezza del confine tra Bresso e Milano, in via Ornato, dove a separare le aree verdi, oltre alle strade, c’è anche il fiume Seveso che poco lontano si immerge nel sottosuolo milanese. Questo ultimo ponte in un sol colpo scavalcherà due strade e il fiume, riunendo il parco in un’unica entità. Non solo il ciclista o il pedone potrà attraversare in piena sicurezza un nodo che attualmente lo obbliga a scendere all’incrocio semaforico ma anche i mezzi di servizio e di vigilanza potranno passare da una parte all’altra del parco con maggiore facilità, a beneficio della sicurezza di tutti.
Quali saranno e da chi verranno sostenuti i costi dell’opera?
L’opera dal costo di 1 milione e 350 mila euro sarà costruita e finanziata della catena di supermercati “Il Gigante” che proprio nei pressi della passerella sta realizzando un nuovo centro commerciale. Per un terzo sono soldi che l’operatore avrebbe dovuto versare come oneri di urbanizzazione al Comune di Milano mentre gli altri due terzi sono una quota di “compensazione ecologica”. Tutto intorno circa 12.500 metri quadrati di aree di proprietà de “Il Gigante” sono state cedute gratuitamente al parco e attrezzate con ciclabili, boschi e prati.
Ma le novità non finiscono qui, non è vero?
Confermo. Oltre via Aldo Moro il Parco Nord ha in progetto, anche se non ancora imminente, la creazione di un lago che molto probabilmente sarà balneabile. Alimentato dal canale Villoresi, sarà profondo tra i 2 e i 3 metri.
mercoledì 5 febbraio 2014
Case popolari bene pubblico: piccolo e bello
Segnaliamo un'articolo scritto da Emilio Vimercati per Arcipelago Milano.
Puntualmente torna alla ribalta la questione dei debiti delle Aler, aziende lombarde edilizia residenziale, e in particolare di quella milanese sotto di 345 milioni di euro. Di conseguenza nelle istituzioni scattano da parte dei politici le più complesse proposte ingegneristiche per modificare gli assetti delle aziende. Giustamente si cerca di capire come si è giunti a tale disastro sociale ed economico che graverà sui cittadini, mai sui gestori, per poi ridursi a stiracchiare competenze, confini, presidenze, con l’organizzazione sottostante inalterata.
04vimercati05FBLe ragioni di questa mala gestione sono tantissime ma è opportuno sottolinearne una: un tale patrimonio non può essere gestito da aziende che tendono al gigantismo ma semmai al contrario è utile restringere al massimo i suoi campi di azione con una pluralità di amministrazioni locali che siano in grado di presidiare il territorio stando vicino ai cittadini dei quartieri popolari. Ridurre a cinque le aziende regionali è una pessima riforma. Non si controllano occupazioni abusive, morosità, racket, manutenzioni, servizi, se non c’è una presenza puntuale in queste zone sensibili e ad alto rischio che hanno componenti di degrado, conflitti, vandalismi, comportamenti borderline, emarginazione e povertà, tutto in capo ai Comuni non alle Regioni o alle Aler. Non si può certo ritornare a soluzioni di spartizione politica e di lottizzazione dei consigli di amministrazione come per tanti decenni è successo trattando le case popolari come un terreno di conquista elettorale con sanatorie infinite e maltrattando una importante questione urbana a scapito dell’efficienza, della buona economia e dell’offerta sociale; è ora di uscire dalla palude dell’emergenza continua con soluzioni razionali.
Il progetto che non si è mai voluto realizzare, per opportunismo e per mantenere lo stato esistente, consiste nell’abolizione delle Aler consegnando i patrimoni nella disponibilità dei Comuni che li devono gestire in proprio con un servizio in economia attraverso un settore dedicato. Né aziende speciali o partecipate che non funzionano, né nuovi amministratori, né privati visti gli infelici precedenti: gestione diretta a contatto con i cittadini, un patrimonio a bilancio, risparmi fiscali. Ai lavoratori delle Aler sia garantita la riassunzione nei comuni che ne avranno bisogno. Dei 1544 comuni lombardi circa un quarto ha sul proprio territorio insediamenti di case popolari e ne conoscono perfettamente problemi e bisogni. I piccoli comuni devono avere la facoltà di unirsi in consorzi. Nei pochi capoluoghi di provincia ove è più massiccia la presenza di abitazioni pubbliche sia anche possibile affidare alle circoscrizioni i compiti per la gestione ordinaria e di custodia sociale.
Le Regioni si sono allargate nell’interpretare il Titolo V della Costituzione andando oltre i compiti legislativi e invadendo quelli gestionali. Arretrino e consentano ai Comuni di decidere in proprio modalità di assegnazione degli alloggi, criteri, tetti economici, canoni, adeguandoli alle condizioni sociali delle famiglie e delle zone territoriali così diverse per esempio dalle Alpi al Po. Da padroni di casa i Comuni possono con buon senso valutare meglio le situazioni delle famiglie in difficoltà diversamente dalle Aziende reclinate sui conti. Le Regioni e lo Stato mettano a disposizione le risorse e controllino l’attuazione dei programmi: sarebbe già un risultato eccezionale se i cantieri rispettassero i tempi previsti di esecuzione dei lavori e i relativi costi preventivati sia per le nuove costruzioni che per la manutenzioni straordinarie.
Una proposta del genere sarà dichiarata irricevibile e cestinata dai Comuni che non vogliono, come dicono, “grattarsi una rogna”. Ma allora i Comuni che ci stanno a fare? Il patrimonio pubblico non è una criticità ma una risorsa. Lasciare in mano alle Regioni questa questione perché non è un servizio nobile è poco lodevole. Così l’edilizia pubblica rimarrà sempre un buco nero in cui buttare soldi senza ritorni di efficienza. I Comuni gestiscono servizi importanti e la casa è uno di questi beni comuni e possono introdurre maggiore trasparenza sia nei contratti di appalto che nelle spese delle abitazioni creando valorizzazione e consenso.
Serve innovare con coraggio: è l’inefficienza che non è popolare. Ridare credibilità alla politica si fa anche spezzando la logica dell’accentramento in megalomani strutture; puntando invece su gestioni decentrate e sulla responsabilità degli amministratori comunali è possibile ricostruire un tessuto sociale di servizi che risponda ai bisogni dei cittadini, risanando i conti nel tempo con equità, svolgendo attività di vigilanza a tutela degli inquilini, riqualificando e migliorando la vivibilità nei quartieri soprattutto periferici sotto l’unica regia dei Comuni.
Etichette:
aler,
case popolari,
centrodestra,
lombardia,
milano,
partito democratico,
regione,
vimercati,
zona nove
sabato 25 gennaio 2014
In tanti alla Parco Nord per non dimenticare!
Tantissime persone hanno partecipato alla manifestazione per la celebrazione della Giornata della Memoria oggi pomeriggio al Parco Nord. Anche il nostro circolo è stato ampiamente presente. Grazie a tutti di essere venuti a celebrare una ricorrenza che non deve essere dimenticata.
Qui un po' di foto:![]() |
| Giornata della Memoria al Parco Nord - 25 gennaio 2014 |
Etichette:
anpi,
deportati,
memoria,
milano,
parco nord,
partito democratico,
zona nove
lunedì 13 gennaio 2014
Lettera ai nostri iscritti
Cari Democratici,
il 2014 è iniziato con tante novità per il PD.
Con il congresso appena concluso è stato eletto Matteo Renzi nuovo segretario nazionale, c’è una squadra giovane e preparata che lo affianca nella segreteria e dei nuovi organismi dirigenti che avremo sicuramente presto occasione di vedere all’opera.
Intanto, il primo atto è la presentazione di una serie di proposte per il Paese sintetizzate nel Jobs Act: www.partitodemocratico.it/doc/263807/jobs-act.htm
Nelle scorse settimane Pier Luigi Bersani è stato colpito da un grave malore. La notizia è stata seguita con apprensione da tutti i militanti, che hanno dimostrato di essere uniti e di nutrire un grande affetto nei confronti di colui che ha guidato il nostro percorso politico fin qui.
Bersani è stato ospite nella nostra zona più volte negli ultimi anni e per questo il nostro circolo gli ha inviato un abbraccio unitamente agli auguri per una pronta guarigione e auspichiamo di poterlo avere ancora con noi non appena le condizioni di salute glielo consentiranno.
Purtroppo, da qualche mese i circoli del Partito Democratico sono diventati oggetto di atti vandalici a firma NO TAV, su cui la questura sta indagando. Molti sono stati i circoli imbrattati anche a Milano e nella stessa Zona Nove. A loro e a tutte le persone che con impegno e passione dedicano parte del loro tempo alla militanza politica e alla gestione degli spazi è andata la solidarietà del nostro Circolo PD Prato Bicocca.
Con l'auspicio che questi atti vandalici cessino al più presto, invitiamo tutti ad andare avanti con convinzione nella quotidiana attività politica sul territorio e utilizzare il dialogo e non la violenza per proporre le proprie idee.
Il nostro circolo riprenderà molto presto gli incontri e le iniziative politiche a cui vi invitiamo fin da ora a partecipare e ad aiutarci a diffonderle ma anche a suggerirci tematiche che vorreste discutere insieme a noi e ai nostri rappresentanti nelle istituzioni.
A partire dai prossimi giorni riceverete gli inviti.
Un caro saluto e un Buon Anno Nuovo.
Diana Comari, coordinatrice del circolo PD Prato-Bicocca
domenica 1 dicembre 2013
Inaugurazione della Sala Bina in Bicocca
Ringraziamo le tantissime persone che oggi pomeriggio hanno partecipato all'inaugurazione della Sala Bina in Bicocca: uno spazio interamente ristrutturato e recuperato da alcuni volontari e che speriamo possa continuare ad essere punto di riferimento per l'intero quartiere per la politica ma anche per la socialità e per tutte le realtà positive che operano nel territorio.
Oltre a Mirabelli, hanno partecipato al momento di festa anche Mariangela Rustico (ccordinatrice PD Zona 9), Pierluigi Angiuoni (Consigliere Parco Nord Milano), Arturo Calaminici (Consigliere Provinciale PD), Roberto Medolago (Presidente Commissione Decentramento il Consiglio di Zona), Andrea Bina (Consigliere di Zona), Luigi Ghezzi (già Presidente Auser Bicocca), Emilio Brusa (Comitato Stop Esonda Seveso), Radames Viola (Network Assicuratori PD) e molti altri importanti punti di riferimento della zona.
Se altri che hanno scattato foto, hanno voglia di inviarcele per la pubblicazione, possono scriverci a pd.pratobicocca@libero.it
Grazie a tutti!
lunedì 28 ottobre 2013
Sull'esondazione del Seveso
Mercoledì 23 ottobre la nostra zona è stata nuovamente allagata dall'esondazione del Seveso. Da tempo non accadeva più e ci eravamo illusi che la situazione fosse stata risolta in modo più o meno definitivo. Così non è.
Pubblichiamo qui un'intervista a Pierluigi Angiuoni - referente del Comitato Stop Esonda Seveso - pubblicata dal quotidiano Leggo:
domenica 22 settembre 2013
Verso il congresso
La Festa Democratica è da poco terminata, il nostro circolo ringrazia tutti i volontari che hanno collaborato con noi alla gestione dello stand del Gnocco Fritto e coloro che sono passati a salutarci. Qui abbiamo pubblicato alcune foto che siamo riusciti a scattare con alcuni ospiti democratici importanti.
Il nostro circolo ha già ripreso la sua consueta attività e, in vista del congresso che ci prepariamo ad affrontare, segnaliamo i video degli interventi dei candidati che sono intervenuti all'ultima Assemblea Nazionale:
Iscriviti a:
Post (Atom)






