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domenica 15 marzo 2015

Incontro sulle riforme

Ottimo momento di riflessione sul tema delle riforme questa mattina alla Casa di Alex con il senatore Mirabelli e l'onorevole Fiano e i contributi di Valeria Marziali e delle tante persone che hanno partecipato. Qui i video di tutti gli interventi»


lunedì 16 febbraio 2015

Un bell'incontro su un tema importante

Grazie a tutte le persone che hanno partecipato all'incontro che abbiamo organizzato sui temi della legalità e dell'antimafia con David Gentili e Franco Mirabelli. E' stata una bellissima occasione per approfondire il lavoro svolto dal PD al suo interno per tutelarsi dai tentativi di infiltrazione criminale e anche l'attività del PD nelle istituzioni e, in particolare, nelle Commissioni Antimafia del Comune di Milano e del Parlamento per il contrasto alle mafie.

venerdì 8 agosto 2014

Approvata la riforma costituzionale

Alle 12:20 di venerdì 8 agosto è arrivato il via libera dal Senato al disegno di legge costituzionale ddl n.1429 in prima lettura, con 183 favorevoli e 4 astenuti. 
"Una Camera che riforma se stessa è una eccezione in Europa e non solo. E' un atto di responsabilità dei senatori nei confronti del Paese. Chi dice che oggi i problemi sono altri non capisce che serve dimostrare che la politica sa cambiare se stessa per chiedere agli altri di cambiare e fare le riforme e che uno Stato che funziona meglio serve per far tornare a crescere l'economia. Oggi abbiamo cominciato a fare la nostra parte!", è il commento del nostro senatore Franco Mirabelli. 

mercoledì 9 luglio 2014

L'esondazione del Seveso arriva in Senato

Questa mattina, il senatore Franco Mirabelli è intervenuto in Aula al Senato per esprimere solidarietà e vicinanza agli abitanti delle zone di Milano colpite dall’esondazione del Seveso dell’altra notte.
“Si tratta dell’ennesima esondazione che ha procurato danni consistenti alle cose e allagamenti. – ha affermato il senatore - Gli interventi della Protezione Civile e i provvedimenti adottati in questi anni, dopo l’esondazione avvenuta nel 2010, hanno limitato i danni che ha prodotto quest’ultima fuoriuscita del Seveso ma non i disagi per le persone. Credo che sia importante l’impegno che si è assunto il Comune di Milano, assicurando che saranno risarciti i commercianti e i cittadini che hanno subito significativi danni materiali”.
“Voglio, però, dire in quest’Aula – ha proseguito Mirabelli - che non è più possibile perdere tempo e che si sono ripetute troppo e troppo spesso queste esondazioni e non può un intero territorio come quello della città di Milano convivere con una situazione di questo genere con questo pericolo costante”.
“Da anni - ha ricordato Mirabelli - si è scelta una strada che è quella del raddoppio dello scolmatore del Seveso e della costruzione di una vasca di laminazione a Nord di Milano per impedire che in queste occasioni il Seveso esondi nella città. Ci sono i finanziamenti e ci sono le delibere, ci sono anche soldi messi a disposizione dal Comune e dalla Regione; non si capisce, quindi, perché tutto ciò non venga fatto”.
“Oggi serve che Regione Lombardia faccia al più presto questi interventi: dopo la giornata di ieri, questi ritardi risultano ancora più incomprensibili, così come sono ancora più incomprensibili le timidezze della Regione a realizzare gli impianti già decisi e a intraprendere tutte le iniziative necessarie per pulire il Seveso e rendere le vasche di laminazione meno impattanti sui territori su cui andranno costruite”, ha concluso Mirabelli.



venerdì 20 giugno 2014

PD, riforme, Milano e città metropolitana

Intervento del Senatore Franco Mirabelli, all'incontro "Il ruolo del PD nella città metropolitana" che abbiamo organizzato nel nostro circolo:

Continuare a parlare tra noi della vicenda dei senatori che si erano autosospesi è anche un po’ anacronistico.
Non dobbiamo spaventarci di fronte al dissenso o alle discussioni che avvengono al nostro interno. Così come non penso che stia in alcun modo rendendo le cose più difficili la discussione che è in atto nel gruppo PD al Senato – e, più in generale, nel partito - sulla riforma costituzionale. Credo, anzi, che sia una discussione utile.
Una discussione che su molti versi ha pesato, come ad esempio sugli emendamenti che leggiamo oggi sono sui giornali e che hanno proposto i due relatori di maggioranza e di opposizione per modificare la proposta di legge del Governo. Si tratta, inoltre, di questioni che sono state poste nella discussione non solo da chi si è poi autosospeso ma anche da molti altri senatori e, il tutto, è avvenuto all’interno di una discussione serena che si è protratta per nove assemblee del gruppo del PD.
Una serie di questioni erano già state poste dal Governo stesso e, a mio avviso, siamo di fronte a un’ipotesi concreta di poter approvare la prima lettura della riforma costituzionale in Aula al Senato entro la metà di luglio e che lo si possa fare anche con un largo consenso, tenendo conto che facciamo questo sull’onda di una forte spinta che è venuta dal risultato delle elezioni europee.
Inoltre, arriviamo a questo dopo una discussione seria che tiene conto della necessità di cambiare la Costituzione ma garantendo comunque che ci sia un equilibrio tra i poteri nei futuri assetti costituzionali, per evitare che ci sia un eccessivo sbilanciamento e che non ci siano i contrappesi che invece sono necessari.
Personalmente, continuo a pensare siamo in una fase entusiasmante: il risultato elettorale ci ha detto che c’è grande fiducia in noi e in quello che potremmo fare e nella possibilità che noi diventiamo i protagonisti di un cambiamento vero di questo Paese. L’esito del voto ci dice che oggi ci sono le condizioni per fare, per cambiare davvero: non per fare solo piccoli aggiustamenti ma per mettere in discussione una serie di assetti consolidati che hanno pesato su questo Paese, che lo hanno reso meno dinamico e più difficile da governare e che hanno reso più difficile guardare al futuro dell’Italia con ottimismo. In particolare, ritengo che il risultato elettorale ci dica che oggi siamo riusciti, per una parte importante dei cittadini italiani, a recuperare la credibilità, come Renzi aveva detto fin dall’inizio. Noi avevamo necessità di recuperare credibilità, di restituire credibilità alla politica e alle istituzioni e questo lo si ottiene se rendiamo evidente che cambiare le cose è possibile, che c’è una volontà reale di farlo e, oggi, credo che lo stiamo facendo.
Questo non significa che le cose siano facili, però, oggi abbiamo una grandissima responsabilità che ci deriva dall’esito del voto per le europee. Dopo questo risultato elettorale, se non riusciamo a fare le cose o perdiamo questa occasione, infatti, è evidente che sarebbe un disastro per il PD ma sarebbe un disastro anche per il Paese.
Tutte le riforme vanno discusse, da quella che è stata annunciata in questi giorni sulla Pubblica Amministrazione alle altre che sono state messe in campo, però il punto è che poi devono essere fatte: oggi sarebbe un delitto non cogliere questa spinta che viene dagli elettori!

Questo però significa alcune cose anche rispetto a Milano e al Partito Democratico: noi dobbiamo cominciare a pensare al partito in un altro modo. Dobbiamo cominciare a pensare, ad esempio, che il Partito Democratico debba essere meno rivendicativo: oggi siamo una forza che ha il 40,8% di voti e abbiamo la responsabilità di fare le cose, non di rivendicare.
In merito alla discussione sul rapporto tra gruppo consiliare del PD e amministrazione comunale di Milano, dobbiamo sapere che il punto oggi non è rivendicare ma stabilire qual è la proposta politica che il partito di maggioranza di questa città mette in campo e che vuole portare a casa.
Non penso, dunque, che il tema sia rivendicare spazi in astratto ma, al contrario, dire con chiarezza che cosa vogliamo e poi, su quello, far pesare la propria forza.
Allo stesso modo, penso che tutto il partito, anche i circoli, da questo punto di vista, debbano cambiare la prospettiva. Ormai ci siamo abituati da molto tempo ad una discussione molto concentrata su di noi, a volte anche molto autoreferenziale ma adesso, invece, abbiamo bisogno di una discussione che faccia il conto con il fatto che i cittadini, oggi, sono convinti che noi abbiamo tutti gli strumenti per fare delle cose o comunque pensano di averci dato tutti gli strumenti per fare delle cose e noi dobbiamo guardare a questo come ad un punto fondamentale. Questo non vuol dire rinunciare alla discussione interna ma i circoli non possono essere solo la sede per questo, anzi, devono essere uno dei presidi del lavoro che il PD si deve intestare rispetto all’affrontare i problemi.

In merito all’area metropolitana, abbiamo fatto la legge Delrio che ne stabilisce i tempi e le modalità di costruzione.
Dovremmo fare una riflessione anche con il Governo sul fatto che per Milano, per l’importanza e la dimensione che ha, forse bisognerebbe ragionare su una legge speciale per garantire che l’area metropolitana milanese abbia i poteri per intervenire sulle materie che la Costituzione riconosce alle aree metropolitane (la possibilità di indirizzo, i trasporti, il governo del territorio ecc.), così come si è fatto per Roma.
Su questo possiamo ragionare perché è ancora un capitolo aperto, per il resto, invece, il percorso è designato. E questo percorso è dentro al ragionamento di riforma complessiva dello Stato che stiamo mettendo in campo, è parte del ragionamento che ci ha portato all’abolizione delle Province ed è parte del ragionamento che oggi ci porta a costruire un Senato delle autonomie che dà un’attenzione, un ruolo e una funzione diversa ai territori e configura un Paese in cui i territori hanno maggior forza.
Il nuovo Senato sarà anche il ramo del Parlamento che si occuperà dei rapporti con i territori, dei rapporti con l’Europa, dei finanziamenti europei e di una serie di altre cose.
Dentro a questo schema, c’è un’attenzione maggiore al peso dei territori sulle decisioni dello Stato, rispetto a quella che vi era nella forma precedente. Inoltre, dentro a questo, credo che si collochi anche il ragionamento della costituzione delle aree metropolitane, che devono mettere in campo ciò che serve alle grandi aree di questo Paese per avere gli strumenti per crescere, svilupparsi e costruire un futuro.

In questo senso ci sono tre aspetti che meritano di essere approfonditi.
Innanzitutto la questione di Expo.
Fare l’Expo senza creare un governo della città metropolitana forte, a mio avviso, depotenzia ciò che l’Expo può rappresentare per quest’area del Paese. Expo è una grande manifestazione che può lasciare qui i germogli di una vocazione economica internazionale che quest’area del Paese si può giocare se c’è uno strumento dell’area metropolitana che ha la forza di investire in ciò.
Come veniva richiamato in alcune riflessioni, il tema di Expo non è secondario: non stiamo preparandoci a fare una fiera. Il tema di Expo, “Nutrire il Pianeta” è fondamentale e investe le filiere dell’alimentazione, la ricerca, le questioni che riguardano l’agricoltura. Inoltre, siamo la provincia in cui c’è la maggior presenza di aziende agricole in Italia.
Se Expo è questo, significa che Milano e l’area metropolitana milanese possono diventare da qui in avanti il punto di riferimento nel mondo su questi temi (le catene alimentari, i centri di ricerca…).
Guardando al futuro da questo punto di vista, è evidente che su Expo bisognerà investire e ci vuole un soggetto forte capace di investire su questo perché Expo produca posti di lavoro, produca un’eccellenza che diventi un marchio nel mondo di questa realtà, così come è stato per la moda o per il design.

Un’altra questione riguarda la possibilità o meno di elezione diretta del sindaco della città metropolitana. Questa è una questione molto seria che non va vista – come invece abbiamo fatto spesso nella nostra discussione – in termini secondo cui bisogna eleggere direttamente il sindaco della città metropolitana perché altrimenti i Comuni che non sono Milano si sentono defraudati e quindi non accettano di entrare nell’area.
In questi anni abbiamo discusso spesso di come convincere gli altri Comuni a entrare nell’area metropolitana in cui Milano ha un peso molto significativo.
Sicuramente il PD deve lavorare per l’elezione diretta del sindaco della città metropolitana ma deve farlo perché questo determina la possibilità di avere più o meno poteri per la città metropolitana stessa. Personalmente, non sarei favorevole all’attribuzione ad un soggetto che non ha una legittimazione popolare delle quote di Serravalle, piuttosto che di Pedemontana o SEA, MM o altro.
È chiaro che la legittimazione popolare dà una forza a chi governa e in nome di quella forza si possono riconoscere poteri o altro. Il dare il potere di decidere sul trasporto pubblico (che è da rivendicare dalla Regione) oppure sugli assetti del territorio ad un soggetto non eletto direttamente, a mio avviso, è problematico: è molto più naturale che ad un soggetto non eletto direttamente venga concesso di dare indirizzi ma dovrà lasciare altrove (magari ai singoli sindaci o alla Regione) il potere di dire l’ultima parola.

L’ultima questione che voglio affrontare riguarda il coinvolgimento dei cittadini.
Siamo già dentro al percorso di costruzione della città metropolitana ma mi domando se dobbiamo esaurire questo percorso soltanto dentro agli ambiti istituzionali (attraverso le riunioni dei sindaci, i seminari) oppure non dobbiamo cominciare a ragionare su alcune cose concrete che possano invece interessare i cittadini.
Ad esempio, si è detto che una delle priorità del PD è il tema della casa, quindi, mi viene da pensare che sul tema della casa dobbiamo mettere in campo delle politiche concrete di area metropolitana.
Il Comune di Milano sta ragionando di realizzare un’Agenzia per fare incontrare domanda e offerta abitativa, sfruttando anche i finanziamenti della legge nazionale e la possibilità di utilizzare i Fondi sostegno affitti ecc. Perché non ragionare, invece, su un’Agenzia metropolitana? Siccome la gestione delle case popolari da parte dei privati è stata deficitaria, visto che si preannuncia l’interruzione del rapporto per la gestione delle case del Comune di Milano da parte di Aler, possiamo ragionare con gli altri Comuni (e alcuni hanno tante case popolari) per vedere se si riesce a costruire un’azienda metropolitana di gestione controllata dai Comuni, che parte senza il debito enorme che ha Aler e costruiamo una proposta di gestione metropolitana?
Ritengo, quindi, che dobbiamo cominciare a pensare a cose di questo tipo anche per cercare di interessare i cittadini al tema dell’area metropolitana. Credo, infatti, che possa essere utile cominciare a tradurre concretamente il tema dell’area metropolitana.

martedì 20 maggio 2014

Decreto casa, le misure per l’emergenza

Articolo del Sen. Franco Mirabelli, Relatore al Senato del DL Casa-Expo, pubblicato da L'Unità il 15 maggio 2014.

Il decreto sull’emergenza abitativa che abbiamo approvato ieri al Senato, dopo un importante lavoro che ne ha migliorato il testo, raccogliendo proposte ed osservazioni venute da tutte le associazioni che rappresentano inquilini, imprese e proprietari, è un segnale concreto di cambiamento. Si tratta di un provvedimento innovativo che sui media rischia di essere travolto dalla campagna elettorale e che merita invece di essere valorizzato, perché dà risposte concrete al dramma sociale di chi è senza casa. 
Per la prima volta dopo oltre 15 anni, si mettono in campo politiche pubbliche per l’abitare che guardano al futuro e si decidono una serie di interventi, con la consapevolezza che la risposta garantita fino al 1998 dalla costruzione dei grandi quartieri popolari con i fondi Gescal non è più proponibile. 
Innanzitutto, con questa legge si investono risorse pubbliche significative su tre filoni di intervento. 
Primo: si rifinanziano il Fondo a sostegno degli affitti e il Fondo per la morosità incolpevole, che diventa permanente proprio per consentire a Regioni e Comuni non solo di sostenere economicamente le famiglie, ma soprattutto di favorire soluzioni abitative sostenibili. 
Secondo, vengono stanziati oltre 500 milioni nel 2014 con l’obbligo di utilizzarli subito per ristrutturare le migliaia di alloggi pubblici vuoti (perché bisognosi di interventi che Comuni e Iacp non possono affrontare), in modo che possano essere assegnati a chi ne ha bisogno. 
Terzo, si interviene sul tema delle vendite degli appartamenti pubblici, garantendo che possano essere ceduti solo agli inquilini e che tutti i profitti siano spesi per realizzare nuova edilizia sociale e non per fare cassa. Si finanzia con oltre 100 milioni un fondo per abbattere di almeno un punto percentuale i mutui accesi dalle famiglie per questa finalità. 
Accanto a questi interventi si incentiva, per la prima volta in modo significativo in un Paese in cui quando si pensa alla casa si pensa solo alla proprietà, l’affitto a canoni accessibili per le famiglie. 
L’abbattimento della cedolare secca dal 15 al 10% per chi affitta a canone concordato va in questa direzione, rende conveniente la locazione ed è un invito ai proprietari a non lasciare sfitti gli appartamenti. 
Inoltre, come é giusto che sia, a fronte di un impegno per aumentare l’offerta abitativa a canoni accessibili per le famiglie, si interviene sul tema dell’abusivismo per affermare un principio di legalità e giustizia. Chi occupa abusivamente toglie un diritto al legittimo proprietario dell’appartamento o a chi, nel pubblico, è in lista di attesa e si vede scavalcato da chi non rispetta le regole e le leggi. Su questo non si può essere ambigui ed è giusto prevedere, come si fa con la norma, l’impossibilità per chi occupa da ora in poi di ottenere in quell’alloggio allacciamenti e residenza e, in caso di appartamento pubblico, per 5 anni di essere inseriti nella graduatoria per l’assegnazione degli alloggi. 
Un altro punto qualificante della legge riguarda l’insieme di norme che promuovono interventi per realizzare alloggi sociali con il contributo di aziende cooperative e private in rapporto con gli enti locali, creando un sistema di incentivi che renda conveniente investire in questi progetti che non devono consumare ulteriore suolo, devono promuovere riuso, ricostruzioni e ristrutturazioni e garantire efficienza e risparmio energetici. C`è anche altro nel testo approvato al Senato, ma già queste cose danno il senso di una normativa che avrà effetti importanti e concreti e che soprattutto dà valore al lavoro di questo governo e di questo Parlamento. 

martedì 15 aprile 2014

Contro il voto di scambio finalmente una legge efficace

E' stato approvato in via definitiva il reato di voto di scambio politico-mafioso.
Questa la dichiarazione di voto in Senato fatta per il PD dal sen. Franco Mirabelli (video»):



"Abbiamo votato il provvedimento sul voto di scambio convinti che sia utile e necessario. Lo abbiamo fatto da forza politica che, con una storia di lotta alla criminalità organizzata, di cui siamo orgogliosi, ha sacrificato alcuni dei suoi uomini migliori, da Pio La torre a Piersanti Mattarella e che anche in quest'aula può contare su uomini e donne che combattono la mafia ogni giorno, rischiando la propria incolumità". Lo ha detto in Aula il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella Commissione Antimafia, in dichiarazione di voto in aula. "Non è vero che questa legge non cambia nulla o non serve - ha spiegato Mirabelli - Fino ad oggi si e' punito solo lo scambio economico, da domani il reato di voto di scambio consentirà di punire lo scambio di ogni altra utilità, cioè ognuna delle possibili prestazioni reciproche in cui si può tradurre lo scambio politico-mafioso. L'assenza di questa tipologia di reato ha impedito finora alla magistratura di contestare efficacemente quelle responsabilità penali. Raccogliamo e manteniamo così l'impegno che avevamo preso con le tante associazioni, i tanti cittadini che hanno aderito alla campagna 'riparte il futuro' e interveniamo in tempo utile per garantire che l'accordo tra politico e mafioso sia punito già per le prossime tornate elettorali. Ma il disaccordo sulle pene non può giustificare le accuse, sentite in quest'aula, che raccontano come con questo provvedimento si voglia svuotare il reato e che chi lo vota vuole salvare politici e mafiosi. La norma che votiamo oggi prevede una pena trai 4 e i 10 anni, esattamente come era previsto nel testo votato all'unanimità alla Camera. Se non era quindi ritenuto scandaloso allora dai colleghi del M5s alla Camera, perché lo diventa ora, dopo pochi mesi? Tanto più che questo reato non sarà mai contestato da solo, per il mafioso sarà associato al 416 Bis (associazione Mafiosa) e per il politico sarà associato a un reato contro la Pubblica Amministrazione. Quindi chi sarà ritenuto colpevole sarà condannato e punito con il carcere e interdetto dai pubblici uffici. La storia di questo Paese dimostra che lo Stato ha vinto contro la criminalità quando la politica e la società hanno saputo unirsi per difendere la democrazia. Credo siano legittime tutte le critiche, ma nessuno deve fare campagna elettorale sulla mafia. E affermare che qui dentro o si è d'accordo con una parte o si è mafiosi è pericoloso, serve solo a far felici i mafiosi perché si banalizza una cosa seria. Tutto questo non solo e' falso, grave e offensivo ma indebolisce le istituzioni e quel tessuto democratico che è indispensabile per sconfiggere la mafia. A chi dice che abbiamo fatto un patto con i mafiosi - ha concluso Mirabelli - rispondo che l'unico patto che abbiamo fatto è quello con i cittadini, per combattere la mafia e che siamo orgogliosi del nostro Presidente della repubblica e del nostro Presidente del Consiglio".
Qui la scheda del gruppo PD alla Camera:






sabato 12 aprile 2014

Il cambiamento del Paese è stato avviato

Questa mattina al circolo, abbiamo approfittato della disponibilità del senatore Franco Mirabelli, per discutere insieme delle proposte che il PD sta portando avanti al governo per cambiare l’Italia, per comprendere un po’ meglio quale Paese stiamo costruendo.
Il PD si è impegnato su più fronti ed è protagonista dell’accelerazione che c’è stata sul terreno delle riforme. – ha esordito il senatore, interloquendo con gli iscritti - Le riforme sono sempre state una questione centrale per il Partito Democratico anche perché il rapporto tra i cittadini e le istituzioni si è molto logorato e far vedere che si sta finalmente lavorando per riformare il Paese può servire per riavvicinare”. Inoltre, ha ricordato Mirabelli “l’accelerazione che si è prodotta ha creato nel Paese una grande aspettativa”. Era, comunque, un’accelerazione necessaria perché – ha segnalato il senatore PD – l’idea diffusa era ormai quella di essere di fronte all’ultima occasione: “Il risultato elettorale ci ha detto che il 30% circa dei cittadini italiani non sono andati a votare, il 25% ha scelto di votare il Movimento 5 Stelle che è una forza antisistema e altri hanno espresso simpatia per altre forze populiste a fronte del fatto che la politica e le istituzioni hanno raggiunto il livello più basso di credibilità proprio a causa dei ritardi e delle resistenze poste a ogni richiesta di cambiamento. Che è l’ultima occasione ce lo hanno detto anche tanti elettori delle primarie che o adesso si cambiava veramente oppure basta. – ha insistito Mirabelli - Oggi, serve ridare credibilità alla politica e alle istituzioni. Per questo Renzi ha scelto la velocità di azione e la semplificazione del linguaggio, per far vedere che il cambiamento lo si fa davvero. E questa velocità di Renzi ha spiazzato tutti perché nessuno ci era abituato. Ora si è avviata una stagione di riforme importanti, questo crea consenso nei cittadini ma ci sono anche molte forze refrattarie ai cambiamenti perché vedono messi in discussione i loro privilegi e non sarà semplice cambiare. Chi vuole contrastare il cambiamento spesso si inventa cose che non ci sono oppure fa intendere che da qualche parte c’è la fregatura nascosta oppure dice che il problema vero è un altro e si finisce per discutere delle invenzioni e non di cosa si è fatto davvero”.

Venendo alle riforme avviate in questi mesi, Mirabelli ha ricordato l’iter della legge elettorale, già discussa alla Camera dei Deputati e che arriverà in Aula Senato dopo la discussione sulla riforma per superare il bicameralismo perché serve realizzare una riforma costituzionale che abbia un equilibrio complessivo. In ogni caso, si tratta di una legge elettorale maggioritaria in cui chi vince governa (esattamente come aveva chiesto il PD) e si è ottenuto il doppio turno, mentre possibile oggetto di discussione diventeranno la soglia di sbarramento e la questione della percentuale di donne nelle liste che la Camera non ha risolto.

Sul tema delle Riforme costituzionali, Mirabelli ha ricordato che con il Governo Letta si è perso un anno (passando dalla discussione sui saggi alla modifica dell’art. 138 della Costituzione) e non è cambiato nulla mentre con l’arrivo del Governo Renzi tutto è cambiato e sono già stati calendarizzati molti provvedimenti e poi si dovrà lavorare anche per migliorarli e correggere ciò che non va bene.
Sbagliato, però, secondo Mirabelli, parlare delle riforme solo in termini di risparmio economico: “Dobbiamo smettere di dire che si fanno le riforme solo per risparmiare soldi perché si stanno riformando gli assetti istituzionali del Paese. - ha precisato il senatore - Le riforme costituzionali devono servire a far funzionare meglio lo Stato, non solo a ridurre i costi della politica”.
Nel merito della riforma del Senato, di cui molto abbiamo letto sui giornali in questi giorni, Mirabelli ha spiegato che alcuni senatori non sono d’accordo sulla non elezione diretta dei membri del Senato ma, se questo verrà trasformato in una sorta di Camera delle Autonomie Locali diventerà difficile fare l’elezione diretta dei nuovi senatori perché dovranno essere espressioni di rappresentanze locali. “Un ruolo diverso del Senato e dei senatori deve corrispondere anche ad una platea elettorale diversa”, ha ribadito Mirabelli.
I tempi di modifica costituzionale, comunque, saranno lunghi: ci vorranno due letture (una per ogni Camera) a distanza di sei mesi l’una dall’altra e successivamente ci sarà un referendum.

Tra le cose già approvate, invece, Mirabelli ha ricordato la legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti e contiene anche alcune norme che regolamentano la struttura dei partiti e questo rappresenta un grande cambiamento.
Un altro tassello importante è quello rappresentato dal DDL Delrio con cui si è avviata la costruzione delle città metropolitane. Il DDL prevede che le province in scadenza non torneranno al voto ma diventeranno enti di secondo livello e saranno abolite le giunte provinciali (vale a dire non ci saranno assessori e consiglieri eletti). Entro giugno dovrà essere votato il Consiglio delle città metropolitane, costituito dai sindaci dei vari Comuni che vi appartengono, presieduto dal Sindaco del Comune capoluogo che non percepirà altre indennità aggiuntive, e questo poi varerà lo Statuto entro il mese di novembre.
“Non è una legge perfetta - ha commentato Mirabelli - ma intanto, dopo anni di discussione su questo tema, la città metropolitana si sta concretizzando”.

Mirabelli ha ricordato anche che il Movimento 5 Stelle non ha votato alcuna riforma di quelle portate avanti in Parlamento, con la motivazione che nulla di ciò che viene presentato a loro va bene: “La realtà è che hanno paura di un Parlamento che fa davvero le cose toglie acqua alla loro propaganda”, ha commentato il senatore PD.
Legato a questo argomento, anche la polemica degli ultimi giorni sul voto alla norma 416-ter sul voto di scambio politico-mafioso, per cui M5S ha fatto diverse bagarre in Aula. “I Parlamentari PD si sono impegnati coll’Associazione Libera per fare una legge che punisca il voto di scambio. – ha segnalato Mirabelli - Oggi si contesta il fatto che, dopo il passaggio alla Camera, si sono abbassate le pene. Però quella è una legge che prima non c’era e punisce la promessa di voti scambiati con dei favori e per questo serve farla prima delle elezioni. Spaccare così il quadro politico su questo tema fa il gioco della mafia”.

Infine, Mirabelli ha sottolineato che si stanno facendo passi in avanti anche sulle riforme economiche e sociali. Una particolarmente importante è contenuta il decreto sull’emergenza abitativa (di cui il senatore è relatore) che prevede che vengano raddoppiati i finanziamenti al Fondo Sostegno Affitti e al Fondo per la morosità incolpevole (che il Governo Monti aveva tolto e Letta aveva ripristinato) e poi norme per favorire la possibilità di trovare case a canoni contenuti (come ad esempio l’abbassamento della cedolare secca al 10% per favorire l’emersione dal nero degli affitti e sopperire al fatto che ci sono troppe case sfitte).
Un altro decreto importante sarà quello sul lavoro con cui si andrà a cambiare le condizioni dei contratti flessibili rispetto a quanto prevedeva la legge Fornero e poi arriverà il Job Act per interventi sull’apprendistato, sul contratto unico, sul salario minino e anche sul reddito di cittadinanza.
Anche nel DEF ci saranno cose di impatto economico e sociale importante, come la norma di riduzione dell’impatto fiscale sugli stipendi che consentirà di avere le 80 euro in più in busta paga (che praticamente porteranno ad una mensilità in più alla fine dell’anno) e le coperture sono individuate da alcuni tagli della spending review.
“Oggi - ha sottolineato Mirabelli - c’è un problema drammatico dell’occupazione e della tenuta degli ammortizzatori sociali. La scelta di intervenire sul cuneo fiscale e sul lavoro dipendente è perché si pensa che così si possano far ripartire i consumi”.
Sul metodo, Mirabelli ha spiegato che “Renzi tira dritto, rompe un metodo di concertazione che era considerato da tutti basilare ma oggi c’è una frammentazione tale della rappresentanza che la concertazione è complicata. Le rappresentanze intermedie, spesso, non rappresentano più molto oggi. Per questo il PD, quando fa le riforme, deve guardare all’interesse generale e mettere al centro dei provvedimenti gli interessi dei cittadini”.

Questi, dunque, gli argomenti affrontati nella mattinata, attraverso un proficuo dialogo tra il senatore e gli iscritti del circolo che, speriamo, sia stato di utilità per sciogliere eventuali dubbi.

giovedì 10 aprile 2014

Parliamo delle proposte del PD

In queste settimane il Partito Democratico ha lanciato numerose proposte volte a cambiare radicalmente il nostro Paese. Alcune norme sono già state approvate mentre altre sono ancora in fase di discussione. Il cambiamento che per anni è stato invocato, dunque, sta finalmente venendo alla luce. Per comprendere meglio questo passaggio importante e le proposte del PD per il governo del Paese, sabato 12 aprile alle 10:00, presso il nostro circolo in Via Moncalieri 5, incontriamo il senatore Franco Mirabelli (membro della Direzione Nazionale del PD, relatore del Piano casa nella Commissione Ambiente, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Antimafia e componente della Commissione Politiche dell'Unione Europea).




giovedì 20 marzo 2014

Un po' di informazioni

Segnaliamo, intanto, un po’ di notizie utili inerenti le vicende di queste settimane. 

Nei giorni scorsi, Matteo Renzi ha presentato il piano di governo, qui è possibile rivedere la presentazione e scaricare le slide>>  
Al fine di chiarire alcuni dubbi emersi, Renzi è intervenuto alla Camera dei Deputati per spiegare meglio i termini dei provvedimenti annunciati. Qui la sintesi fatta dal Corriere della Sera>> 

Al Senato, invece, oltre ai provvedimenti che vengono discussi in Aula, il gruppo del PD è impegnato nella discussione che riguarda la riforma del Titolo V e la riforma del Senato stesso. Qui la bozza del testo in pdf su cui stanno discutendo>>

Nei giorni scorsi si è dibattuto molto (anche impropriamente) di pensioni e lavoro, qui un’intervista di La Stampa a Marianna Madia in cui la Ministra per la Semplificazione della Pubblica Amministrazione spiega le sue idee in materia. (file scaricabile in pdf>>). 

Qui alcune risposte>> unitamente all’invito a non farsi prendere dal panico ogni volta che si leggono i giornali e anche a essere un po’ più orgogliosi dell’operato del PD nelle istituzioni, invece, che essere sempre pronti a fare un dramma di qualsiasi annuncio (compresi quelli che gli italiani vedono positivamente) 
Lo scorso 16 marzo si è svolta l’Assemblea Regionale del PD, qui il video della giornata>>  e qui gli incarichi conferiti>>

A breve saremo tutti impegnati per la campagna elettorale delle elezioni europee
In attesa della pubblicazione delle liste, i primi nomi di alcuni candidati hanno già cominciato ad emergere sui giornali e sono: 

martedì 4 febbraio 2014

Mirabelli: approvato un mio odg per ridurre la pericolosità delle slot

"Il governo ha accolto un mio ordine del giorno alla delega fiscale in cui si impegna ad introdurre una serie di norme per ridurre la pericolosità del gioco d'azzardo e delle slot machine". Lo dice il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella commissione Antimafia.
"In particolare - spiega Mirabelli - l'ordine di giorno accoglie le richieste delle associazioni impegnate nella lotta alle ludopatie e chiede al governo di valutare l'opportunità di concentrare i luoghi dedicati alla presenza delle slot machine, per realizzare maggiore sicurezza e controllo, soprattutto per i minori. Il governo è stato inoltre impegnato a contrastare il gioco compulsivo, aumentando il tempo per ogni euro speso, che oggi si è ridotto a 4 secondi. Per proteggere i minori, inoltre, abbiamo proposto l'obbligo alla chiusura delle slot negli orari prossimi all'entrata e all'uscita dalle scuole".

sabato 25 gennaio 2014

Lunedì 27 gennaio incontro con Mirabelli

Dato il susseguirsi di avvenimenti importanti che riguardano il Partito Democratico e i cambiamenti in atto sia al nostro interno che nello scenario politico nazionale, ci sembrava opportuno creare un momento di riflessione e condivisione con tutti voi. Per questo Lunedì 27 gennaio alle ore 21:00 presso il nostro Circolo PD (in Via Moncalieri 5) avremo il senatore Franco Mirabelli, che ci aiuterà a fare il punto sulla situazione politica e sulle vicende del nuovo corso del nostro partito e che si confronterà con noi sull'attività svolta dal Parlamento in queste settimane. Ricordiamo che il senatore Franco Mirabelli è capogruppo del PD in Commissione Antimafia, fa parte della Commissione Ambiente e Territorio e della Commissione Politiche dell'Unione Europea del Senato, oltre che essere membro della Direzione Nazionale del Partito Democratico. Qui potete leggere la sintesi dell'attività svolta da Mirabelli in Senato negli ultimi mesi (file pdf)>>

lunedì 20 gennaio 2014

Le proposte PD per legge elettorale e riforme

Sul sito del Partito Democratico è disponibile il documento con le proposte approvate nella direzione nazionale per la fine del bicameralismo, la riforma del Titolo V e la nuova legge elettorale con le primarie. Cliccare qui>>

giovedì 28 novembre 2013

Due giornate che hanno cambiato la politica italiana

Articolo del Sen. Franco Mirabelli.

Martedì 26 al senato abbiamo votato la legge di stabilità. Il governo ha chiesto il voto di fiducia e Forza Italia
ha deciso di non votarla e uscire dalla maggioranza. Oggi il governo può contare su 171 voti su 321 senatori, ma su una maggioranza più coesa, fatta da forze distanti tra loro ma egualmente convinte che serva oggi far ripartire il Paese, affrontare le emergenze e fare le riforme di cui abbiamo bisogno a partire dalla legge elettorale e del bicameralismo. Si chiude con la stagione dei ricatti e dei condizionamenti imposti guardando all'interesse di Berlusconi.
Da mercoledì 27 novembre Silvio Berlusconi non è più senatore. Grazie al PD si è applicata la legge senza forzature e senza allungare i tempi. Semplicemente abbiamo garantito che nessuno si possa mettere al di sopra della legge, perché di fronte alla legge tutti sono uguali, e l'abbiamo fatto senza nessuno spirito persecutorio. Ora si apre, dopo questi due giorni, un'altra storia per il Paese dovremo e potremo meglio occuparci dei problemi degli italiani, saremo messi alla prova senza più alibi o continui condizionamenti. Sono stati premiati coloro che hanno creduto che questo governo non fosse, come molti ci han detto, il governo che avrebbe dovuto salvare Berlusconi, coloro che non hanno pensato che ci fosse un accordo indicibile tra noi, il presidente Napolitano e Berlusconi per barattare il governo con l'impunità. Tante paure si sono rivelate infondate. Certamente dopo le drammatiche vicende dell'elezione del Presidente della Repubblica era più che giustificato lo sconcerto e la preoccupazione che oggi si potesse ripetere qualcosa di analogo. Non è stato così e credo che vadano riconosciute al gruppo del PD al Senato - grazie a tutti nessuno escluso - unità, determinazione, intelligenza e capacità di restare fermi sulle proprie posizioni resistendo alle ipotesi di rinvio, che in questi giorni si erano fatte avanti. E' stata una giornata importante, forse storica, certamente in questi due giorni sono cambiate molte cose nella politica italiana, ora devono cambiare concretamente per gli italiani.


mercoledì 9 ottobre 2013

Incontro con il senatore Mirabelli

Venerdì 11 ottobre alle ore 21:00, presso il nostro circolo PD (in Via Moncalieri 5 a Milano) incontreremo il Senatore FRANCO MIRABELLI per discutere insieme del nuovo quadro politico nazionale.
Vi aspettiamo!

Incontro con Franco Mirabelli - 11 ottobre 2013