lunedì 26 gennaio 2015

Le primarie e le regole

Ecco qui un documento elaborato dal nostro circolo in materia di primarie:

Al Segretario Regionale Alessandro Alfieri
Al Segretario Metropolitano Pietro Bussolati
Ai Circoli e al Coordinamento dei Circoli PD della Zona 9 di Milano

Durante una riunione del coordinamento del nostro circolo, anche alla luce dei fatti avvenuti in Liguria, tra gli argomenti affrontati, è emersa la questione delle primarie e delle regole.
Non è la prima volta che ci troviamo a commentare spiacevoli incidenti e vicende di non specchiata trasparenza relative alle primarie, così come non è la prima volta che il nostro partito affronta il tema delle regole.
Come membri del coordinamento del circolo, siamo tutti perfettamente consapevoli del fatto che le primarie fanno parte in modo indelebile della costituzione del nostro partito e sono uno dei nostri tratti distintivi e per natura devono essere aperte, proprio nell’intento di allargare il più possibile il consenso verso il Partito Democratico. Eppure, nel corso degli anni, questo strumento è stato utilizzato anche in modo improprio provocando un danno d’immagine notevole al nostro partito (l’ultimo caso è quello ligure, ma esistono i precedenti di Napoli e ciò che emerso nell’inchiesta romana di “Mafia Capitale” su quelle per scegliere i parlamentari).
È chiaro, dunque, che non si tratta solo di un problema di rispetto delle regole ma che molto dipende dalla moralità degli attori in campo. Come iscritti e militanti del Partito Democratico, ci auguriamo che la nostra classe dirigente recuperi i valori dell’etica e della moralità, a maggior ragione quando intende candidarsi per andare poi a ricoprire cariche pubbliche. Per questa ragione, auspichiamo che non si adoperi in biechi mercanteggi di voti come purtroppo sembra essersi verificato in alcuni casi. Tuttavia, auspichiamo anche una maggior attenzione alle regole (forse da rivedere in alcuni punti, ad esempio si era cominciato a lavorare ad un albo degli elettori, cosa ne è stato? Si può pensare di istituire un Albo definitivo da aggiornare ad ogni tornata?) e ai controlli (difficile fermare eventuali soggetti mandati su commissione da altri partiti ma sicuramente sono ben riconoscibili eventuali “file di immigrati” spaesati che non sanno cosa devono fare e, in tal caso, le persone del partito che gestiscono il seggio hanno sicuramente il potere di intervenire per fermare queste operazioni, invece di attendere l’esito del voto e quindi richiedere l’intervento delle forze dell’ordine o finire poi sotto indagine della magistratura).
A nostro avviso, inoltre, c’è anche un problema di chi decide quali candidature siano ammesse a concorrere alle primarie: fermo restando che le primarie sono aperte, è davvero così opportuno che chiunque lo desideri possa raccogliere firme per candidarsi a qualunque carica, a prescindere dal curriculum, competenze, esperienza, linea del partito? E’ mai possibile che ci si possa candidare per qualsiasi carica elettiva e più volte come tuttologi tuttofare? E se si ricopre già una carica perché per partecipare ad un’altra non ci dimette prima invece di tenersi il paracadute di riserva? Soprattutto alle nuove generazioni non sfuggono queste incongruenze!
A nostro avviso è opportuno che soggetti appena stati eletti a qualche incarico portino a termine il loro mandato invece di abbandonarlo per tentare nuove sfide perché chi li ha votati e sostenuti difficilmente comprende e apprezza queste giravolte.
Se vi è una classe dirigente interna sarebbe auspicabile che questa diriga e valuti anche chi ammettere e chi no alle competizioni perché non tutti i soggetti sono adeguati a tutti i ruoli e non tutti hanno le carte in regola per farlo. Questo potrebbe anche evitare un eccessivo affollamento di candidati PD a primarie di coalizione che poi rischierebbero di produrre lacerazioni interne a cui facilmente seguirebbe una sconfitta collettiva. Inoltre, questo potrebbe poi essere utile perché vi è un sempre maggior bisogno di alzare la guardia sui temi del contrasto all’illegalità e alle infiltrazioni criminali anche dentro la politica e al PD che, come abbiamo visto dalle recenti inchieste, purtroppo non è rimasto immune e il grande lavoro che si sta svolgendo per la realizzazione dei codici etici interni potrebbe non essere sufficiente a tutelare il partito da eventuali tentativi di infiltrazione da parte di malavitosi.
Infine, ricordando la nostra precedente esperienza di primarie per scegliere il candidato sindaco di Milano e guardando anche ad altre esperienze analoghe a Genova e Cagliari, invitiamo il Partito Democratico, in vista delle nuove sfide elettorali che avrà di fronte, a valutare l’opportunità di fare una scrematura tra i propri candidati, proponendo eventualmente “primarie a doppio turno” in cui in una prima fase il PD sceglie il suo candidato e con quello va poi a confrontarsi alle primarie di coalizione, invece che dividersi al suo interno e rischiare così di disperdere i voti a favore di altri pretendenti.
Sapendo che il tema è molto dibattuto nel Partito Democratico, speriamo con questa lettera di poter portare il nostro contributo e che sia utile alla discussione. Un caro saluto e un augurio di buon lavoro,
Il Coordinamento del Circolo PD Prato-Bicocca

domenica 25 gennaio 2015

Il tesseramento del PD a Milano nel 2014

I dati del tesseramento 2014 del Partito Democratico dell’Area Metropolitana di Milano presentano una sostanziale tenuta rispetto all’anno precedente, di Congresso e storicamente caratterizzato da una forte crescita del numero di iscrizioni.
Sono in grande crescita i tesserati under 30, che aumentano rispetto al 2012 di oltre il 20%, attestandosi a 690 iscritti mentre ben 1079 sono i democratici e le democratiche che hanno deciso di iscriversi per la prima volta al Partito.
Complessivamente nel 2014 sono 9593 gli iscritti al PD nell'Area Metropolitana, dei quali 3500 sono donne. Un dato positivo che riporta i valori a quelli del 2012 e ferma l’emorragia di tessere, in corso negli anni precedenti.
Il Partito Democratico si conferma l’unico, vero, partito dell’Area Metropolitana di Milano e lo fa grazie alle quasi 10000 tessere che abbiamo raccolto nell’anno appena concluso. Persone, uomini e donne, volontari e militanti che per noi sono tutti dirigenti, dal primo all’ultimo. Per loro e insieme a loro, quotidianamente, potiamo sui territori le nostre istanze e costruiamo i nostri progetti. Il PD è la forza trainante della sinistra le cifre parlano da sole. Questa è anche una risposta a chi nei mesi scorsi, evidentemente male informato, ci dava per spariti e parlava di “fuga dal PD” e “crollo degli iscritti”. Noi siamo oggi un Partito, il solo guardando tanto a destra che a sinistra, capace di mobilitare, riunire, impegnare e di attivarsi sui territori. Gli altri fanno convention per legittimarsi, noi facciamo politica e diamo servizi ai cittadini, grazie ai nostri iscritti e ai tanti elettori che ci hanno scelto e ci hanno dato la loro fiducia.

sabato 24 gennaio 2015

La Giornata della Memoria al Parco Nord

Tantissime sono state le persone che hanno partecipato alla manifestazione per la Giornata della Memoria che si è svolta al Parco Nord con la Zona 9 di Milano e i Comuni del Nord Milano. 
Come di consueto, anche il nostro circolo PD è stato ampiamente presente.
Grazie a tutti coloro che hanno scelto di non dimenticare!

mercoledì 21 gennaio 2015

Giornata della Memoria al Parco Nord

Come ogni anno, in occasione della Giornata della Memoria, Parco Nord Milano insieme al Comune di Sesto San Giovanni, all'Associazione Nazionale Deportati, ad ANPI e al Servizio GEV, ricorda le vittime delle persecuzioni e deportazioni nazi-fasciste, avvenute durante la Seconda Guerra Mondiale. Sabato 24 Gennaio si svolgerà la celebrazione ufficiale della Giornata della Memoria, con un corteo che, attraversando il Parco, giungerà sino al Monumento ai Deportati, per poter così rendere omaggio a tutti i caduti. Il ritrovo è previsto alle ore 14.00 all'ingresso al Parco di viale Suzzani.

martedì 20 gennaio 2015

Un sistema per la governabilità e le riforme

di Fabrizio Forquet
Realtà e rappresentazione. La prova di forza nel Pd prende la scena, ma rischia di far dimenticare quello che conta. La riforma elettorale che il Parlamento si avvia ad approvare è una rivoluzione per il sistema politico italiano: garantisce quella governabilità decisiva per le riforme e quindi per il rilancio dell'economia, attribuisce all'elettore la scelta diretta su chi governa, semplifica il sistema dei partiti (con le dovute tutele da garantire all'opposizione), toglie alibi ai governi sui risultati del proprio operato. La discussione sulla percentuale di eletti con le preferenze in questo contesto non può che rivelarsi per quello che è: una strumentalizzazione politica legata alla battaglia per il Quirinale e agli equilibri nel Pd. Tra gli oppositori dell'Italicum ci sono veri galantuomini, ma questa loro battaglia è il simbolo di una cultura politica incentrata sulla politics, sui rapporti di forza tra partiti e gruppi, e avara di policies, di riforme concrete per il buon funzionamento della comunità.
Una politica dalla memoria corta. Che dimentica troppo facilmente quando le preferenze erano il simbolo del male del sistema dei partiti. La fine della prima Repubblica è cominciata da un referendum contro le preferenze, considerate strumento infetto del voto di scambio e del malaffare. Esagerazioni allora, esagerazioni oggi. In entrambi i casi battaglie condotte in nome della “vera democrazia” e della “morale della politica”, valori sbandierati pretestuosamente e scarsamente praticati. Astrazioni, che fingono di ignorare la realtà che le preferenze - nelle elezioni in cui sono previste - sono utilizzate da meno di due elettori su dieci al Nord e da sei su dieci al Sud. Un dato su cui ognuno può trarre le sue conclusioni.
Memoria corta, cortissima. Che spinge alcuni a dimenticare il proprio voto a favore del Porcellum, cioè della lista bloccata che più bloccata non si può. Ipocrisia che porta a ignorare il salto in avanti nel rapporto diretto tra elettore ed eletto che l'Italicum comporta rispetto a quel sistema. Il modello sostenuto da Renzi lascia infatti spazio alle preferenze tranne che per i capilista nei cento collegi che sono scelti dai partiti. Senonché questi capilista sono indicati sulla scheda e sono, quindi, proprio i candidati su cui più direttamente cade la scelta dell'elettore. Per capirsi: se il Pd nel mio collegio sceglie Al Capone come capolista, e io elettore mi ritrovo Al Capone sulla scheda, è probabile che voterò piuttosto il candidato più credibile di un altro partito, con buona pace del candidato bloccato.
Ma il danno principale di questo modo di fare politica è proprio nel costringere il dibattito su questioni davvero marginali, facendo perdere di vista ciò che conta. Sono 20 anni che il sistema politico italiano è ostaggio di una logica di coalizione che si è rivelata fallimentare. Se abbiamo accumulato un ventennio di ritardo sul fronte delle riforme è perché i vari governi che si sono alternati sono rimasti vittime delle divisioni interne: dal Berlusconi 1, affossato dalla divergenza con la Lega sulle pensioni, al Prodi 2, vero simbolo con la sua dis-Unione dell'inconcludenza del sistema delle coalizioni, fino all'ultimo Berlusconi affossato dalle scissioni e dalle liti interne ancor prima che dalla crisi dell'euro. Pensioni, lavoro, burocrazia, fisco: ogni riforma ha trovato via via i suoi sostenitori e i suoi oppositori negli stessi partiti della maggioranza. L'esito è stato inevitabile: o non se ne è fatto niente o se ne è approvata una versione tanto pasticciata da risultare controproducente.
Il premio di maggioranza alla lista che supera il 40%, con la possibilità di un ballottaggio se nessuno raggiunge quella soglia, significa superare quella fabbrica di immobilismo. Vince un partito e quel partito ha la responsabilità chiara davanti agli elettori di quello che fa o non fa. Si possono chiamare in causa mille termini anglosassoni: accountability, delivery, ma il senso più vero è che si pone fine ai poteri di veto delle minoranze, restituendo alle “politiche” il ruolo che compete loro rispetto a una “politica” che è solo lotta tra gruppi e fazioni.
Si sostituirà la tirannia delle minoranze con un eccesso di predominio della maggioranza? Difficile sollevare questo rischio in modo credibile in un Paese ricco di bilanciamenti, fino all'immobilismo, come è l'Italia. E tuttavia è anche questa una riflessione da fare. Il riformismo non può fermarsi con l'Italicum: regolamenti parlamentari, commissioni di garanzia, ruolo delle oppposizioni, legge sui partiti, sono tutti cantieri da aprire al più presto. Ma questo è il contributo serio che una politica davvero preoccupata del bene del Paese deve offrire, la bagarre sui capilista è melodramma. E non se ne sente davvero alcun bisogno.

venerdì 9 gennaio 2015

Cambiamo sede

Dal giorno 15 gennaio 2015, il nostro circolo PD Prato-Bicocca cambia sede: lasciamo il locale di Via Moncalieri e ci spostiamo in un locale più nuovo, moderno e confortevole in Via Val Maira al n° 6 (vetrina accanto ai giardinetti)
Certi che chi è stato con noi in questi anni potrà agevolmente continuare a seguirci, abbiamo deciso di intraprendere questo cambiamento nel tentativo di dare una maggiore visibilità al Partito Democratico (dato che la nuova sede si trova in un punto di maggior passaggio) e, soprattutto, di offrire un ambiente più accogliente e confortevole ai nostri iscritti e a tutti coloro che vorranno venire a trovarci. 
Appena possibile faremo un brindisi inaugurale a cui non mancheremo di invitare tutti.
Circolo PD Prato-Bicocca

venerdì 2 gennaio 2015

Questo Paese merita tutto il nostro entusiasmo

Care amiche e cari amici, cari compagni del Partito Democratico,
inizia un 2015 carico di sfide.
Non posso garantirvi che per il nostro partito riusciremo a fare meglio del 2014. Tecnicamente è quasi impossibile: abbiamo vinto praticamente ovunque e sfondato il muro del 40%. Siamo al governo di moltissime regioni, di moltissimi comuni. Il nostro Governo è fortemente trainato dalla spinta del PD.
In Europa rappresentiamo il partito più votato e anche quello che più di tutti spinge per un cambiamento radicale delle politiche economiche di Bruxelles.
Insomma, ci lasciamo alle spalle un anno straordinario.
Nel 2015 cercheremo di continuare a vincere. Ora che abbiamo iniziato, vorrei che ci prendessimo gusto. Ma dobbiamo anche fare formazione politica, tanta e di qualità: ci stiamo lavorando in segreteria e vedrete presto un fiorire di iniziative in questo senso.
Perché questo è il senso del nostro 2015. Forse non riusciremo a fare meglio del 2014, ma dovremo dare il meglio di noi. E, in Europa, spiegare che cambiare verso non serve solo all'Italia. Ma è l'unico modo per salvare la crescita nel nostro continente.
Cerco di essere sintetico.
Nel 2015 porteremo a termine l'iter parlamentare delle riforme costituzionali. È un lavoro di portata storica.
Il Presidente Napolitano ha spiegato bene come il bicameralismo paritario sia stato il più grande errore della Assemblea Costituente. Faremo chiarezza sul ruolo delle regioni, elimineremo gli enti inutili, semplificheremo il processo legislativo. Davvero un grande passo in avanti.
Chiuderemo già dalle prossime settimane la legge elettorale. Tra di noi eravamo divisi tra chi voleva i collegi (modello Mattarellum) e chi le preferenze (come in consiglio comunale). Avremo gli uni e gli altri. Per ogni collegio un candidato del partito, che girerà comune per comune, strada per strada, quartiere per quartiere e si farà vedere, riconoscibile, come il volto del PD. E poi lo spazio, comunque, per le preferenze. Rottameremo le liste bloccate e insieme a loro rottameremo l'inciucismo perché la sera delle elezioni sapremo chi ha vinto. E chi vince avrà la maggioranza per governare senza ricatti dei partitini.
Il Parlamento dovrà licenziare la legge delega sulla pubblica amministrazione. Meno sprechi, tempi certi delle risposte da parte del pubblico, grande investimento nel digitale, semplificazione e efficienza. Perché i tanti bravissimi funzionari pubblici che lavorano con onore hanno il diritto di non essere infangati da furbetti e furbastri.
Approvata la legge di riforma sul lavoro continueremo a operare per una politica industriale degna di questo nome e per norme più semplici. Meno alibi, più diritti. Quando la nuvola dell'ideologia si diraderà tutti si renderanno conto che le nuove regole sono più giuste e più chiare. E offrono sia agli imprenditori che ai lavoratori certezze maggiori. Dobbiamo però continuare sulle crisi aziendali. Il primo gennaio si è aperto col primo volo Alitalia Etihad. Da Terni a Taranto, da Termini Imerese a Piombino, da Reggio Calabria a Trieste, da Avellino a Genova sono tante le aziende che hanno visto sbloccate le crisi. Ma dobbiamo attrarre investimenti con più determinazione.
Per farlo è fondamentale che la grande opera di riforma della giustizia civile e del fisco vada avanti secondo i tempi stabiliti. Dobbiamo arrivare ad avere tempi europei e un sistema di certezza del diritto che in questi anni è cambiato.
Il campo dei diritti, dalla riforma del terzo settore alle unioni civili fino allo ius soli temperato, è il settore dei lavori parlamentari subito dopo le riforme costituzionali. Trovare un punto di equilibrio non sarà una passeggiata, ma è un nostro preciso impegno davanti agli elettori.
Tuttavia la vera riforma che rimette in moto l'Italia è quella che tiene insieme la sfida educativa – partendo dalla scuola (iniziate a segnarvi questa data: 22 febbraio, Roma) – con l'innovazione culturale, dalla Rai ai musei, dal teatro all'opera, dal cinema al design. Qui sta l'identità italiana. Qui sta la ricchezza dei nostri figli. Qui sta il nostro passato e il nostro futuro.
Ci siamo dati una cadenza ordinata per le nuove iniziative di legge.
A gennaio abbiamo provvedimenti su economia e finanza. A febbraio tocca alla scuola. A marzo il Green Act – sull'economia e l'ambiente in vista della grande conferenza di Parigi 2015. Aprile sarà il mese di cultura e Rai. A maggio tutti i riflettori sul cibo, agricoltura, turismo, made in Italy: arriva l'Expo. A giugno i provvedimenti sulle liberalizzazioni e prima dell'estate il punto sullo sport anche in vista della candidatura per le Olimpiadi del 2024.
Nelle prossime settimane ci sarà anche da eleggere il Presidente della Repubblica. Ovviamente sarà un passaggio delicato e difficile, come dimostra la storia parlamentare anche di questa legislatura. E succedere a un grande italiano come Giorgio Napolitano non sarà semplice. Ma sono certo che il PD sarà decisivo nello scegliere insieme a tutti un arbitro equilibrato e saggio, il garante super partes delle istituzioni.
C'è molto da fare. Lo faremo. Senza ansia, senza angoscia, senza paura. Ma lo faremo velocemente. Abbiamo la certezza che gli italiani da noi vogliono che continuiamo a fare quello che abbiamo fatto nel 2014 con ancora maggiore determinazione. Dobbiamo ridurre la forbice delle ingiustizie. È quello che abbiamo iniziato a fare con il tetto ai mega stipendi pubblici da una parte e l'innalzamento degli 80 euro dall'altro. Ma non finisce qui. La forbice dell'ingiustizia da ridurre è anche quella tra lavoro e rendita, tra coraggio e paura, tra crescita e austerità, tra non garantiti e garantiti, tra donne e uomini, tra chi ci crede e chi rema contro, tra chi scommette sul futuro dell'Italia e chi scommette sul fallimento dell'Italia.
Tra tre anni quando torneremo a votare i cittadini ci diranno se abbiamo avuto ragione a provare la strada coraggiosa e impervia delle riforme a tutto campo con questa legislatura . Fino a quel momento chiedo a tutte le democratiche e i democratici - che ringrazio per il lavoro svolto con passione e determinazione - di non mollare di un solo centimetro e di continuare a darmi una mano. A darsi una mano. Questo Paese merita tutta la nostra fatica. Questo Paese merita tutta la nostra energia. Questo Paese merita tutto il nostro entusiasmo.
Un sorriso,
Matteo

domenica 21 dicembre 2014

Feste di Natale

Grazie ai tanti che hanno partecipato alle nostre feste natalizie nel Circolo PD Prato-Bicocca e nella Sala Bina!




Riportiamo qui di seguito il messaggio del senatore Franco Mirabelli:

È stato un anno importante per il Partito Democratico. Nei prossimi mesi ci sarà l’Assemblea Nazionale sul tema di come, in un clima di rinnovamento generale, dentro alla spinta del cambiamento che vogliamo imprimere al Paese, riorganizziamo il partito e lo rendiamo più efficace. Dobbiamo attrezzare un partito sempre più capace di interpretare il cambiamento ma senza abbandonare i territori, senza abbandonare l’idea di avere i circoli sui territori, essere una grande comunità e lavorare sui problemi delle persone. Serve dare concretezza ad un’idea di partito capace di dare più valore alle presenze sul territorio e agli iscritti. Non basta un partito che valorizzi solo ciò che viene fatto a livello nazionale o nelle amministrazioni comunali serve anche un partito capace di valorizzare il grande lavoro dei tanti iscritti e dei tanti militanti.
Questo è stato un anno importante, al di là di quello che racconta una opposizione senza proposte, abbiamo fatto molto di più che limitarci agli annunci. Solo l’ultimo mese abbiamo approvato tre provvedimenti importanti. Prima la riforma del mercato del lavoro.
Al di là delle polemiche, finalmente, con il Jobs Act, diamo una risposta a 9 milioni di lavoratori con contratti precari, instabili, che lavoravano senza avere tutele, senza avere la possibilità di essere accompagnati nel momento in cui perdono il lavoro. Con il Jobs Act, si è fatta la scelta di estendere le tutele e le garanzie a tutti i lavoratori, consentendo loro di trovare comunque uno Stato che li accompagni nel momento in cui perdono il lavoro e che, finalmente. Si è reso più conveniente economicamente per le aziende assumere a tempo indeterminato. Fino ad oggi i contratti a tempo determinato, come i co.co.co. e i co.co.pro, sono stati utilizzati dalle aziende non per come dovevano essere usati ma perché erano più convenienti economicamente. Oggi, non solo ridurremo questi contratti ma con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti creiamo un contratto che dice alle aziende che se vogliono gli sgravi dell’Irap e se vogliono non pagare per i primi tre anni i contributi per chi assumono, devono assumere a tempo indeterminato, con il contratto nuovo. Entro Natale ci sarà un decreto attuativo per rendere concretamente operativo tutto questo. Quella del mercato del lavoro è una riforma molto importante, da sola non risolve il problema dell’occupazione, ma può aiutare tanti, soprattutto giovani, a guardare con fiducia al futuro.
Abbiamo approvato poi la Legge di Stabilità, una manovra da 32 miliardi come non se ne facevano più da molti anni. È una manovra espansiva, è una manovra che conferma gli sgravi fiscali per i lavoratori dipendenti (gli 80 euro), che aggiunge a questo la diminuzione del 10% dell’Irap per le imprese, che finanzia gli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori e gli sgravi per le aziende che assumono a tempo indeterminato.
Inoltre, abbiamo introdotto una serie di misure importanti sul tema della casa, perché con questa Legge di Stabilità completiamo la manovra di 400 milioni che mettiamo sulla legge per l’emergenza abitativa che abbiamo fatto la scorsa primavera: si tratta dei 400 milioni che serviranno per intervenire subito e mettere immediatamente a posto gli alloggi pubblici vuoti e assegnarli per superare le difficoltà a reperire casa che ormai hanno in tanti.
Ci sono poi i soldi per finanziare le misure previste dal decreto Sblocca Italia e gli interventi sul dissesto idrogeologico, tra cui anche quelli per la messa in sicurezza del Seveso. La vicenda del Seveso è, infatti, una delle priorità che si è dato il governo con il progetto Italia Sicura, ci sono i soldi per completare in tempi rapidi il progetto dell’AIPO per evitare le esondazioni. Ci sono anche una serie di interventi che per far fronte al dissesto idrogeologico e per incentivare la green economy, prima di tutto gli sgravi fiscali per chi ristruttura, facendone uno degli obiettivi di investimento anche per creare nuova occupazione. Nel 2015 su questo capitolo saranno spese il 75% in più di risorse.
Andiamo avanti in questa direzione. C’è molto altro da fare. Ci sono da portare a termine la riforma della Pubblica Amministrazione, quella della Giustizia, sburocratizzare il Paese. Lo dobbiamo fare sapendo che anche in questi giorni e in queste ore abbiamo visto che ci sono resistenze al cambiamento e sono resistenze significative. Ci sono resistenze di chi si è costruito dentro questo sistema rendite di posizione che non vuole perdere, delle burocrazie e di interessi costituiti che ovviamente resistono al cambiamento e fanno di tutto per impedire che questa azione che abbiamo impresso al Governo e al Paese vada avanti.
Facciamo bene a tirare dritto e facciamo bene a reagire. Credo che, pur nelle differenze tra di noi, discutendo e sapendo che ci si può anche dividere sulle cose, dobbiamo stare tutti insieme nella battaglia per cambiare l’Italia, sapendo che siamo l'unico partito che può cambiare il Paese, non ce ne sono altri. Per questo abbiamo più responsabilità e dobbiamo impegnarci tutti con questa prospettiva.
L’altro giorno in una televisione domandavano qual è la priorità per il PD: io credo che la priorità di questo Governo sia quella di ridare fiducia e speranza al Paese, perché se noi diamo fiducia e speranza all’Italia, l’Italia può tornare davvero a crescere.
L’indicatore dell’Istat di qualche giorno fa segnalava che le persone, anche quelle che hanno un po’ meno problemi economici, preoccupate per il futuro continuano a mettere i soldi nei conti deposito invece che investirli e spenderli e far ripartire l’economia. Per questo, il tema di ridare fiducia e ridare speranza agli italiani è la priorità e quando Renzi parla di gufi dice esattamente questo: non si può continuare a pensare che l’Italia - in nome di uno scontro politico che perde di vista l'interesse nazionale - debba continuamente essere rappresentata, da una parte della stessa politica, come un Paese distrutto e disperato con il rischio che questa diventi una sorta di profezia che si autoavvera. Quindi, penso che, al di là delle differenze, dobbiamo sapere che stiamo facendo un lavoro necessario, importante e che va valorizzato e che questo Paese adesso lo stiamo cambiando veramente.
Auguri a tutti, auguri al PD.

domenica 14 dicembre 2014

21 dicembre brindisi di Natale

L'anno che sta concludendosi è stato molto intenso per il Partito Democratico: tante sono le sfide che ci siamo trovati ad affrontare - a partire dal Governo del Paese, alla crisi economica e occupazionale che ancora non sembra avere fine, alla città di Milano che sta attraversando molteplici trasformazioni e innovazioni, fino alle vicende più interne legate alle nostre strutture e ai nostri organismi - e molti altri scenari si sono aperti e si svilupperanno con il nuovo anno e, sicuramente, avremo modo di discuterne insieme. 
Per chiudere in allegria questo 2014 e scambiarci gli auguri per questi giorni di festa, Vi invitiamo per un brindisi di Natale domenica 21 dicembre dalle 10:30  al nostro Circolo (Via Moncalieri 5) e dalle 16:00 presso la Sala Bina in Viale Suzzani 273, Scala A, citofono 37.


sabato 13 dicembre 2014

Finalmente partono le opere per fermare le esondazioni del Seveso

FINALMENTE PRENDE IL VIA LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE PER EVITARE LE ESONDAZIONI DEL SEVESO NEI NOSTRI QUARTIERI

Dopo anni di disagi e proteste, finalmente il problema delle esondazioni del Seveso è stato recepito anche dalle nostre istituzioni locali e nazionali e si dà il via alla realizzazione delle opere per mettere in sicurezza il torrente e, soprattutto, i nostri quartieri!

Gli interventi per impedire le esondazioni del Seveso, infatti, vengono fatti rientrare nel Progetto Italia Sicura con cui il Governo nazionale intende affrontare tutte le questioni legate al dissesto idrogeologico del nostro Paese e, attraverso il decreto Sblocca Italia, si rendono effettivamente utilizzabili per la costruzione delle opere le risorse già da tempo stanziate da Comune e Regione e se ne aggiungono altre statali.

Per la soluzione del problema del Seveso, il progetto - elaborato dai tecnici dell’AIPO (l’Agenzia che gestisce tutti i corsi d’acqua del bacino del Po) - prevede la costruzione di una serie di vasche di laminazione nei Comuni lungo l’asse del torrente e dello scolmatore (di cui la più grande a Senago e la più piccola in un’area del Parco Nord a Milano). Si tratta della soluzione più rapida e meno costosa per i territori, i cui lavori dovranno iniziare e concludersi nell’arco del 2015. Unitamente a questo, entro il 2015, il Governo si impegna - come richiesto da Partito Democratico, Comitati e cittadini - a far depurare le acque del Seveso (attraverso la realizzazione di un depuratore) e a completare le reti fognarie dei Comuni limitrofi a Milano in modo da escluderne gli scarichi che oggi contribuiscono a inquinare il Seveso. Il tutto, sarà monitorato passo passo da una task force governativa capeggiata da Erasmo De Angelis che avrà il compito di controllare i lavori in corso d’opera, evitare stop e finanziare eventuali mancanze.

Il progetto sarà completato nel 2017 ma già entro il 2015, comunque, è previsto che vengano realizzate e completate le vasche di laminazione e il depuratore.

Tutto questo avviene solo oggi perché Regione Lombardia, a cui spetta il governo dei fiumi, da anni avrebbe dovuto prendere in carico il problema del Seveso, compresa la depurazione delle acque, imposta anche dal Contratto di Fiume a livello europeo ma non lo ha mai fatto e la Lega - ora al governo di Regione Lombardia che, con Maroni, chiede a gran voce che si proceda con le opere per la messa in sicurezza del Seveso - a Roma, in Senato, presenta norme per cercare di bloccare la realizzazione degli interventi necessari a evitare le esondazioni.

Nel frattempo, per far fronte ai danni subiti, inoltre, il Comune di Milano ha stanziato 2 milioni di euro per i risarcimenti richiesti dai cittadini per l’esondazione di luglio e altri ne verranno stanziati in base alle richieste arrivate dopo l’ultima esondazione di novembre. Inoltre, il Comune di Milano ha stanziato 493 mila euro a favore di micro e piccole imprese commerciali, artigianali o di servizi nelle zone interessate dagli allagamenti che si doteranno di sistemi di allerta o di mitigazione e contenimento delle acque, come la realizzazione di paratie mobili, l’installazione di chiusure stagne, l’impermeabilizzazione dei muri.
I contributi stanziati dal Comune rappresentano, quindi, un aiuto concreto, in vista della soluzione definitiva del problema Seveso con le vasche di laminazione.

Dopo anni di lotta, danni e allagamenti, finalmente le nostre istituzioni sono impegnate per risolvere il problema.



martedì 9 dicembre 2014

Incontro sulla Sicurezza nel nostro quartiere

Il Consiglio di Zona 9 ha indetto per mercoledì 10 dicembre alle 18:00 presso la Casa di Alex (via Moncalieri 5) la Consulta sulla Sicurezza a cui parteciperà il Presidente della Commissione Sicurezza in Consiglio Comunale Gabriele Ghezzi e i rappresentanti delle Forze dell'Ordine.
Data l'importanza del tema, invitiamo tutti ad essere presenti.

giovedì 27 novembre 2014

Pomeriggio dedicato alla salute

Oggi pomeriggio in Bicocca abbiamo incontrato Sara Valmaggi, la vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia, con cui abbiamo discusso di salute e di quanto costa curarsi nella nostra Regione. 

Tra le cose discusse oggi, vi è anche la proposta del PD per la riforma della sanità in Regione.  Il testo (qui scaricabile in PDF) è la prima proposta di riforma del sistema depositata in Consiglio regionale dal 1997 e precede quello che la Giunta regionale dovrebbe depositare nei prossimi mesi e che al momento è ancora nella fase preliminare, delle linee guida. Il testo è stato firmato da Enrico Brambilla, capogruppo democratico, da Carlo Borghetti e Sara Valmaggi e dai colleghi di Pd e Patto Civico.
Idea fondante della riforma sanitaria del Pd è quella di abolire la separazione tra sistema sanitario e sociale per creare una sinergia virtuosa tra la rete sanitaria regionale e i servizi territoriali di assistenza e cura. L’attuale frammentazione del sistema infatti non garantisce la continuità di cura (i pazienti dimessi dagli ospedali dopo la fase acuta della malattia spesso non hanno punti di riferimento certi) e non consente l’integrazione fra le diverse tipologie di assistenza. Con il nuovo sistema socio sanitario il paziente avrà invece un unico punto di accesso a cure e servizi assistenziali.
Nel progetto di legge del Pd ad essere integrati sono dunque il piano socio-sanitario regionale, i piani socio-anitari territoriali e piani sociali di zona dei Comuni. Il sistema sanitario regionale (SSR) diventa dunque Sistema Socio-Sanitario Regionale (SSSR) e fa capo ad un unico assessorato che include sanità e welfare. La nuova struttura ha un unico bilancio, un’unica direzione con un evidente risparmio di risorse. Nelle scorse settimane l’unificazione in un’unica struttura dei due assessorati, alla Salute e alla Famiglia, è entrata a far parte anche dell’agenda di Maroni, sostanzialmente però respinta dalle forze della sua maggioranza.

Il progetto di legge PD prevede che a supporto dell’intero sistema operino tre agenzie, a garanzia di uniformità e adeguatezza di intervento su tutto il territorio regionale:
1 – l’agenzia regionale per la programmazione, l’accreditamento, l’acquisto e il controllo delle prestazioni che programma e regola i servizi accreditati, acquista le prestazioni sanitarie e controlla le procedure amministrative (funzioni ad oggi svolte dalle Asl spesso in modo non uniforme).
2 – L’agenzia regionale per l’innovazione, la ricerca e il governo clinico che svolge i controlli sull’appropriatezza e qualità delle prestazioni cliniche (svolti oggi in modo puramente formale) e fa da centro propulsore della ricerca e dell’innovazione.
3 – Rimane attivo come agenzia l’attuale ente regionale per l’emergenza e l’urgenza (Areu), che gestisce il 118 (oggi azienda).
Le Asl sono trasformate in Asst (Aziende socio-sanitarie territoriali). A loro va la gestione diretta degli Ospedali di Riferimento, di Territorio e dei Presidi di Comunità. Fanno capo alle Asst le cure primarie, intermedie, le prestazioni specialistiche territoriali e la prevenzione. Esse garantiscono un alto livello di raccordo con i comuni.

Il sistema ospedaliero lombardo si articola in:
- centri ad elevata intensità e complessità, sia pubblici che privati, gestiti dalle aziende ospedaliere, con un bacino di utenza di massimo un milione di abitanti. Hanno un dipartimento di emergenza ad alta specialità (Eas) e sono attrezzati per gli interventi con la più alta intensità di cura.
- rete della ricerca e della formazione che comprende gli Ircss (istituti di ricerca) sia pubblici che privati, le università, gli enti e le istituzioni di ricerca. Alle strutture che si occupano di cura, ricerca e didattica sono destinate maggiorazioni tariffarie per le prestazioni di ricovero come riconoscimento per le attività di ricerca.
- rete ospedaliera che si articola in ospedali di riferimento, ospedali di territorio e presidi di comunità: Gli Ospedali di Riferimento sono presidi ad alta intensità di cura con un bacino di utenza ampio (corrispondente in genere a un livello territoriale provinciale), un DEA per l’emergenza urgenza e numerose specialità.
Gli Ospedali di Territorio sono presidi a media intensità di cura, con un medio basso bacino di utenza, con Pronto soccorso e solo alcune specialità. I Presidi di Comunità sono strutture a bassa intensità di cura, diffuse su tutto il territorio. Erogano prestazioni sia in regime di ricovero (possono offrire posti letto per subacuti e postacuti) che day hospital. Qui si trovano gli ambulatori dei medici di base e dei pediatri, gli ambulatori specialistici e i riabilitativi e gli infermieri di famiglia e di comunità associati.
E’ inoltre abolita la Legge Daccò, all’origine di molti dei recenti scandali della sanità lombarda.

“Con la nostra proposta – ha spiegato Sara Valmaggi – puntiamo a rafforzare con decisione i controlli, istituendo un’agenzia apposita che ha il compito di compiere le necessarie verifiche anche rispetto ai risultati di salute attesi. Miriamo a istituire un sistema di nomine dei dirigenti che sia davvero basato sul merito e che prescinda dalle appartenenze e dai legami politici. Puntiamo inoltre sulla prevenzione, con l’introduzione finalmente di un piano regionale, coordinato con quello nazionale, per promuovere corretti stili di vita e per aumentare l’investimento al riguardo, che oggi è solo il 5% del bilancio regionale”.

Tra le altre questioni affrontate nella discussione di oggi ci sono state quelle riguardanti le liste d'attesa (per cui invitiamo a leggere il comunicato stampa di Sara Valmaggi di qualche tempo fa) e la finta operazione di Maroni "Ticket zero", che si è rivelata un vero flop.
un vero flop. L’elaborazione del Pd sui dati della spesa per ticket in Lombardia parla chiaro e mette sotto accusa il primo intervento della giunta Maroni sui costosi ticket lombardi: l’estensione dell’esenzione dal ticket regionale sui farmaci per i cittadini over 65, con l’aumento della soglia di reddito da 11 a 18 mila euro.
La misura è in vigore dal primo aprile di quest’anno e nelle intenzioni della giunta, ripetute in ogni occasione, avrebbe dovuto interessare 800 mila lombardi e costare alla Regione 40 milioni di euro, in termini di mancato introito. Non è stato così. Il Pd, utilizzando i dati ufficiali di Federfarma, ha invece dimostrato che non solo i cittadini non hanno pagato di meno, ma che la Regione ha finito per incassare di più. Facendo il confronto con i dati del 2013, nei cinque mesi di applicazione della misura, i lombardi hanno versato alla Regione, attraverso i ticket sui farmaci, quasi due milioni in più (1.963.000 euro), che salgono a 2,44 milioni se si prendono in considerazione anche i primi quattro mesi dell’anno. In totale, dunque, la spesa per i ticket del 2014, fino al mese di agosto compreso, ammonta a 172,341 milioni di euro, rispetto a poco meno di 170 milioni nello stesso periodo del 2013. Un dato in crescita, nonostante la misura “zero ticket”, propagandata dalla Regione con una campagna di comunicazione e di affissioni costata 200 mila euro.
I lombardi, dunque, nonostante le promesse, continuano a pagare per i ticket più degli altri cittadini italiani e gli interventi della giunta Maroni sono senza risultati. Oggi i cittadini da 14 a 65 anni pagano allo stesso modo, indipendentemente dal reddito. La vera manovra da fare, come proponiamo da tempo, è far pagare a chi se lo può permettere, e togliere del tutto i ticket a chi ha redditi inferiori a 30 mila euro: non solo quelli sui farmaci ma anche i superticket sulle visite specialistiche e sugli esami.

domenica 23 novembre 2014

27 novembre: incontro su quanto costa la salute

Giovedì 27 novembre alle ore 17:00 alla Sala Bina in Viale Suzzani 273 Scala A (citofono n.37) incontriamo SARA VALMAGGI, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia, per parlare di "QUANTO COSTA LA SALUTE IN LOMBARDIA: Ticket, servizi al cittadino, diritto alle cure".


venerdì 21 novembre 2014

Incontro ANPI Zona 9

Segnaliamo un'incontro organizzato da ANPI Zona 9 alla Casa di Alex in via Moncalieri 5 alle ore 17:30 di domenica 23 novembre sul tema "LA GRANDE RETATA ALLA PIRELLI" con Giuseppe Valotta, Inge Rasmussen, Sergio Temolo. Segue dibattito e rinfresco.
Il 23 novembre 1944 alla Pirelli Bicocca di Milano i tedeschi entrano in fabbrica, arrestano 183 lavoratori - imprigionati a San Vittore, 153 operai partono per la Germania - Zwangsarbeiter lavoratori coatti per le fabbriche della Germania - uno solo sarà internato a Mauthausen - 27 di loro finiscono a Kahla dove si costruiva l'aereo a reazione Me262 - ultima speranza di Goering di capovolgere le sorti della guerra. A Kahla si moriva di fame, di stenti e botte. Vi morirono più di 400 italiani e forse più di 10000 uomini da tutta Europa.

martedì 18 novembre 2014

Come cambia il mondo del lavoro

Venerdì 21 novembre alle ore 21:00 parliamo di lavoro con il manager Roberto Camagni e Matteo Bianchi dell'Assemblea Nazionale PD.


lunedì 17 novembre 2014

A proposito delle esondazioni del Seveso

Nei giorni scorsi siamo finiti sott'acqua più volte. Non è una novità. Ci siamo abituati. E' una storia che si ripete da tantissimi anni più o meno sempre allo stesso modo: il Seveso esce, le strade diventano un fiume di acqua marroncina, le macchine vengono bloccate, a piedi è complicato muoversi, i mezzi pubblici scarseggiano, i marciapiedi scompaiono e, quando va male, salta anche la luce per ore, si allagano cantine e box e poi perdiamo giorni a pulire e rimettere in ordine qualcosa che nel giro di poche settimane sarà nuovamente sottosopra.
Mai, come negli ultimi anni, si è visto un tale dispiegamento di uomini e di mezzi per far fronte alla situazione tanto tempestivo. Siamo tutti molto grati alla Protezione Civile, alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, all’AMSA e anche ai nostri rappresentanti nelle istituzioni che hanno lavorato giorno e notte per cercare di darci informazioni, per salvare il salvabile e per limitare i danni o ripristinare il più fretta possibile ciò che l'acqua aveva compromesso.
Però la situazione che si è creata per i cittadini con le continue esondazioni del Seveso non è più accettabile.
Nei giorni scorsi avevamo organizzato – unitamente con gli altri circoli PD della Zona 9 - una serata dedicata ad approfondire il problema del Seveso e alla presentazione del progetto Italia Sicura con cui sono previste misure e finanziamenti per la messa in sicurezza del torrente e per la depurazione delle acque. All’incontro, molto partecipato dai residenti delle zone interessate, dagli esponenti del Comitato Stop Seveso e anche dai commercianti della zona, sono intervenuti il senatore Franco Mirabelli (che ha illustrato il progetto del Governo con cui si prevede lo sblocco delle risorse necessarie alla costruzione entro la fine del 2015 delle vasche di laminazione per il contenimento della piena del Seveso e il depuratore che diminuirebbe l’inquinamento del torrente del 20%), l’assessore al Comune di Milano Marco Granelli (che ha spiegato tutte le forze messe in campo ogni qual volta che si preannuncia un allerta per il Seveso e poi la complicata vicenda dei contributi da destinare a chi ha subito danni), i rappresentanti del Consiglio di Zona 9 Andrea Bina, Stefano Indovino e Beatrice Uguccioni.
Qui si può scaricare il PDF con la trascrizione degli interventi
Ieri, in Prefettura si è svolto un vertice con il sottosegretario Del Rio e il capo della Protezione civile Gabrielli. Del Rio ha detto chiaramente: "I soldi del Governo per il progetto vasche per mettere in sicurezza il Seveso ci sono, sono 80 milioni che si aggiungono ai 20 del Comune di Milano e ai 10 della Regione Lombardia." Quindi le opere che servono per impedire quanto abbiamo ancora visto in questi giorni saranno fatte a breve, con inizio lavori nel 2015. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia ha ribadito che il Comune ha stanziato in bilancio 2 milioni di euro per i contributi a cittadini e commercianti per i danni dell'esondazione 8 luglio, secondo le richieste raccolte questa estate.
Parole chiare, dunque, che auspichiamo si traducano al più presto in fatti concreti perché non è normale che una città come Milano vada letteralmente a fondo ad ogni goccia d'acqua che scende.

martedì 11 novembre 2014

Solidarietà al PD Corvetto e al Sunia per l'attacco subito e condanna di quella devastazione

Nel primo pomeriggio una quindicina di persone incappucciate hanno fatto irruzione nel Circolo del Partito Democratico “Corvetto” di via Mompiani a Milano dove si stava tenendo una riunione del SUNIA, Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari. Durante il raid sono stati utilizzati degli estintori ed è stato fatto scattare l’allarme anti-incendio. Dopo aver devastato la sede del Circolo e imbrattato i muri con vernici spray il commando si è dileguato. Non si registrano feriti fra i partecipanti alla riunione. 
“Si tratta di un atto intimidatorio inaccettabile – commenta Pietro Bussolati, Segretario del PD Città Metropolitana di Milano – che alimenta un clima di divisione e contrapposizione sul tema della casa e della gestione degli sfratti. Da parte nostra c'è grande solidarietà e vicinanza ai presenti a al circolo PD per gli sforzi che dovrà sostenere per rendere nuovamente agibile la propria sede. Il Partito Democratico sta promuovendo incontri su questo tema ed è in prima linea per ascoltare gli inquilini e garantire il rispetto delle regole e della convivenza civile”.

"A nome mio e di tutto il Partito Democratico Lombardo voglio esprimere solidarietà agli iscritti del Circolo PD Corvetto e ai rappresentanti del Sunia (sindacato inquilini), ospiti del PD per una riunione sul tema della casa, vittime di una violenta irruzione da parte di alcune persone incappucciate. E' un atto vile, vergognoso e che desta grande preoccupazione. Vanno prese tutte le misure perché i responsabili siano al più presto identificati e processati. Non accettiamo e non accetteremo mai attacchi violenti che mettono in pericolo persone che discutono democraticamente e liberamente. Su questi argomenti chiediamo a tutti i rappresentanti istituzionali un grande senso di responsabilità." Lo afferma Alessandro Alfieri, segretario regionale del PD della Lombardia.

Il senatore Franco Mirabelli, capogruppo PD in Commissione Antimafia, intervenendo in Senato, ha affermato: "Chi aggredisce cittadini e pensionati riuniti per discutere cosa fare per migliorare la vita del proprio quartiere si colloca fuori da ogni regola democratica e di convivenza civile. Chiunque siano i delinquenti che hanno aggredito, nella sede del Partito Democratico, la riunione del Sunia vanno condannati e perseguiti subito e con severità. Ancora una volta si strumentalizza un bisogno reale come quello della casa per giustificare violenze e illegalità. Chiediamo alle Forze dell'Ordine di non lasciare più spazio a chi, in questi mesi, ha usato le occupazioni abusive come manifesto politico, riportando il tutto alla reale dimensione di atti delinquenziali".

p.s.: Il nostro Circolo ha aderito al presidio SUNIA-PD di solidarietà con il PD Corvetto e all'incontro hanno partecipato Diana Comari (segretaria di Circolo), il senatore Franco Mirabelli e Francesco Di Gaetano (coordinamento di circolo e esponente SUNIA). Video dell'intervento di Francesco Di Gaetano»

lunedì 10 novembre 2014

Come risolvere il problema del Seveso

Ringraziamo le tante persone che ieri sera hanno partecipato all'incontro dedicato al Seveso e all'illustrazione del progetto Italia Sicura, che dovrebbe evitare le esondazioni su Milano.  Nel corso della serata, coordinata da Stefano Indovino (capogruppo PD in Consiglio di Zona 9), il senatore Franco Mirabelli ha spiegato le proposte messe in campo e finanziate dal governo sul fronte del Seveso, l'Assessore Marco Granelli si è , invece, concentrato sulle modalità operative del Comune di Milano per far fronte alle situazioni ogni volta che si verifica l'emergenza esondazione, mentre Beatrice Uguccioni (Presidente del Consiglio di Zona 9) si è soffermata sulle necessità dei nostri quartieri, troppo spesso finiti sott'acqua. Più ampio e complessivo il ragionamento proposto, invece, da Andrea Bina (Commissione Territorio del Consiglio di Zona 9), che ha illustrato le ragioni che stanno alla base di queste continue esondazioni (la troppa cementificazione dei Comuni lungo il corso del Seveso, realizzata per ripianare i problemi delle casse comunali ricavando risorse dagli oneri di urbanizzazione, che però non consente al terreno di assorbire l'acqua), fino ai problemi ecologici connessi ad un certo tipo di soluzioni, se prima non vengono depurate le acque del torrente.

venerdì 7 novembre 2014

10 novembre: facciamo il punto sulla questione Seveso

Insieme agli altri circoli PD della zona 9 abbiamo organizzato un incontro per approfondire gli sviluppi delle vicende riguardanti le esondazioni del Seveso. Il Governo, infatti, ha presentato un progetto ItaliaSicura per pulire le acque del Seveso e avviare i lavori per evitare nuove esondazioni nei nostri quartieri
Di questo vogliamo discutere insieme Lunedì 10 novembre alle ore 21:00 presso il Circolo PD di Niguarda (Via Hermada 8) con: Marco Granelli (Assessore alla Sicurezza e alla Protezione Civile del Comune di Milano) Franco Mirabelli (Commissione Ambiente e Territorio del Senato) Beatrice Uguccioni (Presidente del Consiglio di Zona 9) Andrea Bina (Commissione Territorio in Consiglio di Zona 9) Stefano Indovino (Capogruppo PD in Consiglio di Zona 9).


Sul tema del Seveso, segnaliamo due dichiarazioni del senatore Mirabelli:

La soddisfazione per la presentazione del progetto per fare del Seveso un torrente sicuro e pulito non si ferma alla pur importantissima certezza che tra poche settimane apriranno finalmente i cantieri per realizzare le prime vasche di laminazione a Senago dopo anni di attesa, spendendo finalmente i trenta milioni che Regione e Comune di Milano avevano destinato a questo intervento e riducendo i rischi di nuove esondazioni. Ciò che credo si debba valorizzare è la scelta del Governo di ascoltare i cittadini e gli enti locali che da tanto chiedevano fosse progettato e finanziato un intervento complessivo sul Seveso che cancellasse il rischio idrogeologico ma anche garantisse la pulizia delle acque.
80 milioni destinati alla realizzazione di altre vasche ma, soprattutto, alla pulizia delle acque sono un risultato importante ottenuto da chi a Milano come a Palazzo Chigi e in Parlamento ha posto con forza la questione. Già nel 2015, insieme alle vasche di laminazione sarà realizzato l'intervento sul depuratore di Varedo che ridurrà del 20% l'inquinamento e, da subito si lavorerà per completare i sistemi fognari dei Comuni che contribuiscono oggi a sporcare le acque.
Sono scelte non scontate che avevo chiesto intervenendo in Senato e che il governo ha fatto, che negli anni ridurranno sempre di più l'impatto delle stesse vasche di laminazione. Al di là delle parole, con interventi come questo il governo ha scelto finalmente di fare della lotta al dissesto idrogeologico: una priorità che va perseguita quotidianamente e con decisione senza aspettare i prossimi disastri.
Resta il dato del consumo di ulteriore suolo che le vasche comporteranno. Anche su questo si è ascoltato ciò che molti di noi avevano proposto, di riconoscere cioè ai cittadini di Senago un risarcimento ambientale significativo. Il milione e duecentomila euro stanziato dal Governo per questo, è una occasione per restituire ciò che viene consumato dalle vasche. Starà ora all'amministrazione comunale decidere come impiegare quelle risorse, per quali interventi ambientali.

In Commissione Territorio e Ambiente al Senato la Lega ha presentato un Ordine del Giorno - il numero 124 - al Decreto Sblocca Italia con cui chiede al Governo di non realizzare le vasche di laminazione per il Seveso a Senago, che eviterebbero nuove esondazioni su Milano.
Mentre Maroni, al governo della Regione Lombardia, assicura che si farà tutto ciò che è stato deciso per evitare nuove esondazioni del Seveso a Milano, a Roma i suoi parlamentari strizzano l'occhio ai comitati di Senago che non vogliono l'opera sul loro territorio.
A questo punto è chiaro che, mentre il Governo ha messo in campo soldi e provvedimenti per fare in fretta a realizzare le vasche e la depurazione delle acque, la Lega mantiene le ambiguità che in questi anni hanno rallentato le soluzioni e penalizzato i cittadini del quartiere di Niguarda.